Quattro secoli di storia della Grecia
- dalla caduta di Costantinopoli alla
liberazione dal giogo turco - attraverso
una serie di tesori artistici provenienti
dal Museo Benaki di Atene. Centotrentasette
opere - icone, dipinti, sculture in legno,
costumi, lavori in metallo, gioielleria,
ceramiche - per rappresentare la evoluzione
storica e culturale del popolo ellenico.
La mostra e' strutturata in modo da suddividere
i quattro secoli in periodi, caratterizzati
con le opere corrispondenti, esplorando
l'eredita' artistica e spirituale della
Chiesa ortodossa, la rilevanza delle arti
decorative, le descrizioni della Grecia
da parte di viaggiatori stranieri, l'Illuminismo
greco, e la lotta per l'indipendenza nazionale.
Il 29 maggio 1453 Bisanzio finisce sotto
dominio turco. Dopo il massacro dei suoi
cittadini, l'unico punto di riferimento
rimasto alla comunita' ellenica e' la
Chiesa ortodossa, che in quel frangente,
oltre che istituzione religiosa, assume
il compito di svolgere funzioni politiche,
culturali, sociali. E' la Chiesa ortodossa
che salvaguarda l'arte bizantina e ne
tramanda le tecniche e la forza spirituale
connaturata, riuscendo contemporaneamente
a renderla pronta a confrontarsi con le
piu' importanti evoluzioni artistiche
che si sviluppano in altri paesi, come
lo stile gotico e il Rinascimento italiano.
Come si nota, ad esempio, nel dipinto
"L'adorazione dei Magi", realizzato
tra il 1565 e il '67 da Domenikos Theotokopoulos
"El Greco" (Creta, 1541-1614).
I turchi e i veneziani si contendono
i territori della Grecia, tra cui le isole
e i territori costieri, fondamentali questi
ultimi per rendere sicura la navigazione
nel Mediterraneo orientale. Nel 1687,
durante una battaglia tra i due eserciti,
un ordigno incendiario, lanciato dai soldati
di Venezia, finisce sopra la copertura
del Partenone. Le fiamme arrivano a un
deposito di polvere pirica, sistemato
all'interno dai turchi. Il disastro conseguente
infligge danni ingenti a uno dei patrimoni
artistici della umanita'.
La difesa delle propria storia e delle
proprie tradizioni diventa di essenziale.
Ogni greco, in quel momento, si assume
idealmente il compito di proteggere e
tramandare il patrimonio culturale popolare
e lo fa ogni giorno, non con gesti eclatanti
ma configurando la propria stessa vita
come microcosmo ellenico, in attesa che
milioni di microcosmi, un giorno - quattro
secoli dopo - si congiungano per dare
vita a uno stato libero, non piu' sogno
irrealizzabile ma ultimo traguardo di
un lungo, difficile, drammatico percorso.
La casa e' il primo luogo dove comincia
la difesa della identita' nazionale. Le
sculture, le fontane, le decorazioni dei
pannelli del letto, le coperture ricamante,
le lenzuola, i cuscini, i ricami, e le
ceramiche di una casa del Dodecaneso testimoniano
un legame fortissimo con le origini.
Il periodo dal XVII al XIX sec. e' considerato
dalla mostra per essere stato caratterizzato
dalla crescita della marina mercantile.
Oltre ai benefici alla economia, l'incremento
degli scambi commerciali via mare permise
al popolo ellenico di apprendere le profonde
evoluzioni che nello stesso periodo avvenivano
in altri stati europei. I dipinti con
scene di ambientazione marittima e la
documentazione di fonte religiosa relativa
alle celebrazioni in cui si invocava la
protezione divina per i marinai e per
i naviganti, testimoniano la rilevanza
del fenomeno.
E' attraverso il mare che gli ellenici
hanno la possibilita' di confrontarsi
con altri popoli. Ma a differenza di coloro
che hanno attinto dalle idee liberali
maturate in Occidente provando poi a replicarle
nel proprio contesto, con la Grecia, e
con il popolo greco, siamo in presenza
di uno scambio reciproco e paritario di
cultura, che si dimostra fondamentale
e utile sia alla Grecia sia agli altri
paesi europei. Nasce cosi' l'Illuminismo
greco, movimento culturale che unisce
il pensiero liberale sviluppatosi con
particolare forza in Francia e in Inghilterra
con il carattere della Grecia classica.
A sua volta il classicismo greco feconda
il movimento romantico e quello neoclassico
in Europa. Movimenti che rappresentano
l'avanguardia intellettuale di quelle
associazioni patriottiche che sorsero
nell'Ottocento e contribuirono in modo
determinante al passaggio dalla Europa
dei regni e degli imperi a quella degli
stati liberi e sovrani. L'Europa delle
nazioni indipendenti e democratiche teorizzata
da Mazzini trova un suo fondamento nello
scambio culturale che intellettuali e
artisti francesi, inglesi, italiani, tedeschi
ebbero con la Grecia, arrivandovi, gia'
prima del 1830, al seguito di gruppi di
archeologi e missioni diplomatiche.
I pittori ne traggono motivo per disegni,
acquerelli e dipinti a olio che illustrano
quel periodo prima della liberazione.
La Grecia viene rappresentata come terra
di idillio, di valori tradizioni, di classicita'
intatta. L'effetto e' incontrollabile
e la ondata di filoellenismo da' subito
l'impressione di poter arrivare dove la
politica, gli eserciti, la diplomazia,
non riescono. E non si ferma con la liberazione
della Grecia. Il romanticismo e' ormai
anche ellenismo. A dimostrarlo, i dipinti
che raffigurano scene della lotta di liberazione
greca, i patrioti ellenici, e importanti
personalita' della cultura europei e greci,
tra cui lord Byron e Rigas Feraios, una
dei maggiori esponenti dell'Illuminismo
greco.
Lord Byron (George Gordon, 1788-1824)
e' stato tra i volontari che arrivarono
in Grecia dopo l'inizio della guerra d'indipendenza.
Attraverso le sue poesie e i discorsi,
ha avuto un ruolo notevole nella promozione
internazionale della cultura greca. Componente
del comitato filoellenico di Londra, nel
1823 ebbe l'incarico di recarsi a Missolonghi,
dove i patrioti stavano cercano di resistere
all'assedio dei turchi. Byron mori' l'anno
dopo e la notizia ebbe eco in tutta Europa.
La sua storia e il sostegno alla causa
ellenica, riportato dalle cronache, contribui'
molto a far conoscere la lotta di liberazione
che si stava combattendo.
Il museo Benaki e' stato fondato nel
1930 da Antonis Benakis, con la intenzione
di promuovere la cultura ellenica e agevolare
la conoscenza di altre civilta', attraverso
l'organizzazione di mostre e rassegne
internazionali. La collezione, dal Neolitico
al Ventesimo secolo, comprende circa 33mila
oggetti. L'Onassis Cultural Center ha
come fine la promozione della civilta'
ellenica nel Nord America. Riceve piu'
di centomila visitatori l'anno, l'85%
dei quali ha una eta' compresa tra i 40
e i 65 anni e non e' di origine greca.
Dal 2000, il centro ha partecipato a piu'
di trentamila conferenze e seminari.
Ninni
Radicini
11 gennaio 2006
"Da Bisanzio
alla Grecia moderna:
Arte Ellenica nelle avversita', 1453-1830"
Onassis Cultural Center - New York
fino al 6 maggio 2006
www.onassisusa.org
info@onassisusa.org