| "Paradòseis":
in Sicilia un'occasione per riscoprire la
musica bizantina
di Carlo
Fatuzzo
Dal
2 al 7 maggio 2006 si è svolto, in
Sicilia, un importante evento musicale e
musicologico di portata internazionale:
la rassegna "Paradòseis: la
musica bizantina fra tradizione scritta
e orale", ideata, coordinata e diretta
dal prof. Girolamo Garofalo, docente di
musica bizantina ed etnomusicologia presso
il corso di laurea in Musicologia dell’Università
di Palermo.
Il programma si è articolato in una
serie di appuntamenti di carattere artistico
ed altri di carattere scientifico. Per quanto
riguarda i primi, sono stati tenuti quotidiani
concerti serali in alcuni tra i più
significativi e suggestivi luoghi della
tradizione bizantina in area palermitana,
come la Cappella Palatina e la Chiesa della
Martorana a Palermo o la Cattedrale di San
Demetrio a Piana degli Albanesi. I concerti
sono stati interamente dedicati al vasto
repertorio musicale della liturgia bizantina,
tuttora vivo nei riti delle comunità
d’origine albanese che da cinque secoli
popolano l’Eparchìa di Piana
degli Albanesi. Tra i cori esibitisi: il
coro del Monastero di San Dionisio a Zacinto,
i Cantori dell’Università Ionia
di Corfù, il Coro della Chiesa Santa
Trinità di Lixouri (Cefalonia), ed
il noto Coro Cappella Romana di Portland
(Usa) diretto da Alexander Lingas.
Gli altri appuntamenti della settimana,
di carattere scientifico, sono stati i due
workshops del 3 e 5 maggio, durante i quali
numerosi studiosi operanti in istituzioni
universitarie e di ricerca italiane e straniere
hanno potuto comunicare vicendevolmente
lo stato delle proprie ricerche nell’àmbito
degli studi musicologico-bizantinistici.
Sabato 6 si è svolta infine una giornata
di studi sul tema centrale della rassegna,
cioè l’analisi delle componenti
di oralità e scrittura nella tradizione
del canto bizantino: dopo i saluti inaugurali
dell’Eparca di Piana S. E. Sotìr
Ferrara, si sono svolte due sessioni di
studi. Va segnalato l’intervento del
prof. Christian Troelsgard, docente dell’Università
di Copenhagen e segretario dei Monumenta
Musicae Byzantinae (fondamentale raccolta
di edizioni delle fonti musicali bizantine),
nonché uno dei massimi studiosi a
livello mondiale in questo campo. Tra i
greci presenti, anche i relatori Markos
Dragoumis, degli Archivi del Folclore Musicale
di Atene, ed il prof. Eustathios Makris,
docente presso l’Accademia di Atene
e l’Università di Corfù,
che ha affiancato il prof. Garofalo nella
direzione artistica della rassegna.
In Sicilia il canto liturgico greco non
è sentito come qualcosa di arcaico
né tantomeno di esotico, ma è
una realtà vivente e familiare, secondo
una tradizione plurisecolare ed ininterrotta.
Quest’evento promosso dall’Università
di Palermo ha mostrato quanto siano profonde
le radici che anche la civiltà greca
medievale, oltre quella classica, ha lasciato
in quest’isola: una civiltà
che qui ha trovato un terreno fertile ed
accogliente, dove nessun ospite si sente
straniero.
Carlo Fatuzzo
15 maggio 2006
Vedi
anche: La musica nella tragedia greca
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