IL KAFENEION


Il Kafeneion (Ęáöĺíĺßď)

di Rita Barrila'

Il termine pare corrisponda alla traduzione greca di Caffe del villaggio.
Una volta era un luogo riservato solo a uomini di una certa eta', soprattutto nei villaggi, che si fermavano al kafeneion giusto il tempo per sapere le novita' o per prendere appuntamento con l’elettricista o il muratore locale o ancora per ritirare la posta che aveva lasciato li il postino o addirittura a farsi misurare la pressione dal barista!! (le mogli restavano a casa e uscivano con i loro mariti solo la domenica). Spesso e in vicinanza della chiesa: insieme rappresentano il punto di riferimento e di incontro per gli abitanti (per capire il potere socializzante che ha il kafeneion basti pensare che chi vi entra di solito si va a sedere a un tavolo vicino a quello occupato da un'altra persona, anche se il locale e quasi vuoto).

E' facile riconoscerlo: tavolini quadrati o rotondi con intorno sedie perlopiu vecchie e impagliate, sparpagliati in una sala disadorna. In un angolo quasi nascosto il proprietario o il cameriere preparano caffe', ouzo e mezedes (piccole porzioni di antipasti).

Ovunque si trovino (alle Cicladi o sul monte Taigeto) i kafeneion di paese sono spesso spogli, sulle pareti convivono immagini sacre e riproduzioni di storia greca o la fotografia del capo di governo, alla quale gli avventori di diversa fede politica voltano con dispetto le spalle. Per questo motivo, onde evitare discussioni, era importante osservare il colore del kafeneion, perche' stava ad indicare il partito politico del proprietario.
In estate, a causa del caldo, i clienti si siedono o in terrazza o ai tavoli posti davanti al locale parlando di calcio, di politica, e di cio che succede a casa degli altri Greci!

Dopo una serata al teatro, si discute sull’adulterio di Fedra come se la cosa riguardasse la propria famiglia. Si criticano Alessandro Magno e Pericle come se fossero gli attuali presidenti della repubblica e del consiglio dei ministri. Tutto sempre al presente, anche se l’argomento si riferisce a secoli prima.
La storia del kafenion (pl. kafeneia) nasce a Costantinopoli dove due siriani aprirono nel 1551 il primo locale ed ebbe un cosi grande successo fra la popolazione turca che lo stesso sultano lo frequentava assiduamente anche se in incognita.
Furono invece i Greci che contribuirono alla diffusione del caffe come punto di ritrovo nell’Europa occidentale. Ancora oggi i Greci emigrati, in qualunque nazione si trovino, aprono caffe' per ricreare l'ambiente del loro paese d'origine, per nostalgia delle usanze elleniche, del cielo azzurro, del sole, del mare.
Alla fine del XVII secolo si aprirono alcuni caffe' a Parigi a St.Germain-des-Pres ad opera di greci e armeni.
A Venezia, a piazza San Marco, Korfiote Florias apri il famosissimo caffe Florian oggi considerato uno dei simboli della citta', che e' anche il caffe' piu' antico d’Italia. Fu inaugurato il 29 dicembre del 1720. Nella deliziosa cornice dei suoi arredamenti, gli stessi che possiamo apprezzare ancora oggi, sedettero, tra gli altri, Lord Byron, Casanova, Charles Dickens, Eleonora Duse, Ugo Foscolo, il grande commediografo Carlo Goldoni e Marcel Proust.

A Roma Barbas di Cefalonia fondo' il Caffe' Greco di Via Condotti, che oggi e' quasi un luogo di culto. Famoso anche per gli schizzi e i quadri di clienti celebri. Dal 1760 pittori, scultori, letterati e filosofi, si danno appuntamento nelle sale di questo leggendario locale per scambiarsi idee davanti ad una tazzina di caffe'. Il grande De Chirico scrisse: ”…il Caffe' Greco e' l'unico posto dove si puo sedere e aspettare la fine del mondo". Nella famosissima Saletta Omnibus e nella incantevole Sala Rossa passarono grandi uomini della storia italiana ed europea quali Bizet, D’Annunzio, Goethe, Stendhal, Liszt, Wagner, Guttuso e Levi.


Il piu famoso kafeneion di Atene, oggi scomparso, l’Oraia Ellas fondato nel 1840, riuniva elementi orientali e occidentali (fu il primo in tutta la Grecia ad avere un tavolo da biliardo, diventato poi un elemento caratteristico di molti caffe). Al suo interno furono organizzati complotti, preparati slogan politici e nel 1875, prima dell’apertura della Borsa, vi si potevano acquistare le prime azioni.
Nella vecchia Atene, il caffe Gamvettas, prima di essere demolito, venne utilizzato come seggio elettorale per le elezioni del 1977. E' al kafenion che i poeti greci, i pittori e i compositori moderni hanno tratto ispirazione per le loro opere ascoltando i discorsi e osservando i clienti. Nei periodi di magra i tovagliolini di carta venivano usati per schizzi e appunti, e molti pittori pagavano il conto con quadri o disegni.
Nel XIX secolo ci fu, invece, un'inversione di tendenza: furono caffe viennesi, parigini e romani ad ispirare quelli greci.
Negli ultimi anni, nel centro della capitale molti vecchi kafeneia sono stati sostituiti (purtroppo) da snack bar, pasticcerie con la macchina per il caffe' espresso, mescolando cosi l’antica tradizione con le novita' provenienti dall’estero; anche le donne ormai vi si recano affermando cosi il loro ruolo nella societa.

Rita Barrila'


IL CAFFE': GRECO, NES O ESPRESSO?

KOULOURAKIA  

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