MONDOGRECO LIBRI

Nicholas Doumanis, «Una faccia, una razza. Le colonie italiane nell'Egeo»
Il Mulino, pp. 281, euro 20

di Francesco De Palo


Le colonie italiane nell’Egeo, un libro per fare luce sulla storia ma soprattutto per carpire le sensazioni popolari, le innovazioni e le reali trasformazioni di un pezzo di Grecia che si affaccia al turismo.
Nel 1929 giungere a Rhodos significa trovare alberghi poco confortevoli per gli italiani, «anche se di modeste pretese». Si può chiedere ospitalità ai «regi carabinieri, che la concedono cordialmente». Tra i vari consigli, non manca quello di proteggersi dal sole con «il casco di sughero e gli occhiali neri o colorati». Ma dieci anni dopo il palcoscenico cambia interamente: sorgono grandi strutture vacanziere, parchi, attrazioni di vario genere per 50mila turisti all’anno, la maggior parte dei quali nord europei. Si gettano le basi per quel boom economico legato al turismo che si rivelerà poi come il principale mezzo di sostentamento per le isole. Nel libro, piacevole da leggere e nient’affatto pesante (come invece potrebbe imporre la materia impegnativa) vengono ripresi questi stralci storici con un interessante modus procedenti: l’autore (insegnante di storia nella School of History dell’University of New South Wales di Sidney in Australia, che nel 2001 ha pubblicato anche ‘Italy: Inventing the Nation’) utilizza con sapienza le fonti orali, frutto di interviste e dichiarazioni rese ‘motu proprio’. In questo modo contribuisce a chiarire la posizione degli italiani (“brava gente”) rispetto agli altri colonialisti, scorretti ed a volte improduttivi.
Non si tratta affatto di un’analisi semplice, dal momento che il momento più arduo è quello delle conclusioni: Doumanis esterna le diversità fra i vari periodi, sottolineando il differente atteggiamento dei due più importanti governatori italiani: Mario Lago, in carica dal ‘24 al ‘36, e Cesare Maria De Vecchi, che gli succede dal ‘37 al ‘43.
Nonostante entrambi siano funzionali all'Italia fascista, presentano elementi discordanti: il primo, pur impegnandosi per una politica di «italianizzazione», si erge a paladino delle esigenze locali; il secondo utilizza come arma la forza e non la diplomazia, incrementando conseguentemente le attitudini nazionalistiche che invece vorrebbe debellare.
Apprezzabile anche l’analisi sulle innovazioni apportate dagli italiani, giungendo al un Dodecaneso ‘vetrina’ per far crescere prestigio ed interesse, senza dimenticare l'immagine degli italiani nella memoria collettiva, dal momento che essi arrivano all’indomani della secolare occupazione turca, ma prima di tedeschi ed inglesi.
Nei pensieri della popolazione, gli italiani sono civili (al contrario dei turchi), socievoli (più dei gelidi inglesi) e affabili (più dei duri tedeschi).
“Una faccia una razza”, un titolo ma non solo: somiglianza, similitudini, attitudini, due popoli vicini non solo geopoliticamente, ma soprattutto nell’animo.

Francesco De Palo
Bari, 9 gennaio 2004

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