MONDOGRECO LIBRI
Recensione al libro "Storia della Rebetika" di Fernando Buscemi

Il valore della musica popolare greca

 

di Rudy Caparrini


Il libro Storia della Rebetika, scritto dal “medico-scrittore” siciliano Fernando Buscemi, si presenta come un testo di naturale interesse poiché ricco di originalità. Il volume, infatti, merita le attenzioni sia perché tocca un aspetto basilare della cultura greca a noi poco noto sia per la storia personale dell’autore.
Il valore del testo di Buscemi, sotto il profilo artistico e musicale, si deduce leggendo la presentazione di un’addetta ai lavori piuttosto autorevole qual’è Marilena Tamiolaki, flautista greca e leader del gruppo Mandila. La stessa musicista ellenica fornisce utili spiegazioni per comprendere la particolarità della “Rebetika”, che consiste nell’essere una musica popolare “urbana” e per questo differente da quella tradizionale (“Dimotika”) che si collega alle celebrazioni religiose o comunque alle feste paesane.
Il libro di Buscemi, unico nel suo genere, ci introduce al variegato e affascinante universo della musica popolare greca, una materia di cui non si parla abbastanza in Italia ma che è, invece, capace di esprimere sensazioni straordinarie. La rebetika è un genere musicale che in Grecia riscuote ancora oggi un enorme successo, al punto che la stessa Marilena Tamiolaki la definisce “un elemento unificante della società greca”.
La Rebetika non è facilmente definibile in una sola parola. Come precisa Buscemi, dal punto di vista della traduzione letterale, la Rebetika è “tutto ciò che appartiene al rebeta”, termine di origine turca traducibile come “ribelle”. L’etimologia della parola ci rivela un dettaglio decisivo per capire la natura di questo tipo di musica: la Rebetika prese forma e si sviluppò in Turchia, l’odiata nemica della Grecia. Un particolare che può apparire sorprendente ma che tale non è grazie all’ottima spiegazione che Buscemi ci fornisce. La culla della Rebetika è stata Smirne, la città dell’Asia Minore dove una grande comunità greca ha abitato fino al 1922, anno della catastrofica sconfitta che le forze armate greche subirono per mano dell’esercito turco guidato da Mustafà Kemal. Gli ellenici che lasciarono Smirne portarono questo bagaglio culturale in Grecia. La Rebetika si affermò soprattutto nelle grandi periferie urbane, dove i profughi dell’Asia Minore trovarono una sistemazione (con grave disagio). Il legame con la catastrofe di Smirne ci rivela un dato esenziale: la Rebetika è parte integrante della storia della Grecia contemporanea.
Tante altre sono le cose che si imparano leggendo il libro di Buscemi. Solo per citarne una, si viene a conoscenza che il Sirtaki, il celeberrimo ballo reso noto nel mondo dal film “Zorba il greco” è in realtà un prodotto di due danze tipiche della musica Rebetika.
Molto dettagliata si presenta anche la parte dedicata alla spiegazione degli aspetti tecnico-musicali della Rebetika. Buscemi descrive con precisione gli strumenti, canzoni e autori più affermati, fra cui spicca Georgos Dalaras, indiscusso numero uno della musica popolare nella penisola ellenica.
Come accennato, assai interessante appare anche la figura dell’autore, un “non addetto ai lavori” che ha profuso una passione tale da farlo sembrare un musicologo di professione. Il siciliano Fernando Buscemi, nativo di Noto ed abitante a Ispica, è un medico che non è riuscito a curare se stesso da un morbo incurabile: il “mal di Grecia. Buscemi racconta che la Grecia lo ha reso felice “come mai mi era successo in tutta la vita”. Scrivere un libro su qualcosa di che riguarda il paese ellenico è inteso come una sorta di riconoscenza, un modo per saldare la prima rata di un debito tutt’altro che pesante.

Rudy Caparrini
15 settembre 2006

STORIA DELLA REBETIKA
di Fernando Buscemi - Casa Editrice Urso
prefazione di Marilena Tamiolaki
Pagine 128 - Prezzo: € 13,00


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