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Edipo e Medea: il tormento di due anime
Rappresentazioni classiche Siracusa 2004 (di Cettina Messina)

Medea la tragedia di Euripide

Euripide l'autore di Medea

Medea il film di Pier Paolo Pasolini

 

LETTERATURA GRECA

Medea, l’eroina senza spada

di Floriana Caracciolo

Funesta, immorale, intransigente, empia, spietata: sono questi gli aggettivi che vengono in mente a chi legga, di primo acchitto, la Medea di Euripide, e non a caso si tratta di uno dei personaggi piu criticati della tragedia greca.
Solitamente chi si accosta spassionatamente a questo tipo di letture cade nell’usuale errore di giudicare il personaggio, le sue azioni, i suoi sentimenti secondo quello che e' il proprio standard di valori e le proprie coordinate di pensiero. Nulla di piu sbagliato! Se si vuole capire appieno il personaggio occorre sempre contestualizzarlo, collocarlo in quella griglia di valori etici, sociali, politici, storici che, insieme, costituiscono la societa in cui egli vive ed agisce.
Esiste, insomma, un rapporto osmotico tra tragedia e societa'.
Capiamo, allora, che se Medea e' un personaggio ostico per il nostro codice morale, non lo e' secondo il codice dell’antico sistema eroico. Medea un eroe? Proprio cosi, perché il suo linguaggio, le sue azioni la definiscono come un personaggio eroico che rifiuta di tradire la sua ideale visione della propria natura. Insomma, ella puo' essere a buon diritto associata al prototipo del grande eroe sofocleo.
Medea agisce e vive, malgrado il suo sesso, secondo le stesse regole di Achille, Aiace o degli altri grandi eroi della letteratura che sono esistiti prima di lei. La sua e una dedizione coerente e risoluta ai principi del codice eroico, ed e questo che la rende la figura femminile piu genuinamente eroica, del teatro tragico greco, nel mostrare una forte determinazione a realizzare il suo scopo e nel compiere, per il proprio onore, un sacrificio piu grande di quello che ogni altro grande eroe avrebbe potuto compiere: Medea sacrifica cio che per un Greco era piu importante della vita stessa: i suoi bambini e, con loro, la sua maternita.
Dunque, quella di Medea e' una situazione sui generis e alquanto paradossale: Euripide ci mostra la sua eroina, nella sua natura mascolina, reagire ad una serie di circostanze (come il tradimento dello sposo) che potrebbero accadere solo ad una donna.
Con il suo personaggio egli stravolge quella che per i Greci di allora era la norma poiché ci presenta Medea come una donna che vive in accordo con un sistema maschile di valori.
Medea, insomma, e' il prototipo della donna androgina.

Floriana Caracciolo
10 Luglio 2005


"Medea" vista dal pittore Giovanni Truncellito

Vedi anche:
Edipo e Medea: il tormento di due anime
Medea
di Pier Paolo Pasolini

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