MITOLOGIA
da Penelope ad Aracne

PENSIERI E METAFORE
SUL TESSUTO FILOSOFICO E TESTUALE


di Cettina Messina


La tessitura e' stata una delle attivita' artigianali tra le piu' antiche che l'uomo ha compiuto per soddisfare la necessita' di ripararsi dalle intemperie. Ben presto l'arte del tessere e' diventata una metafora riferita alla vita degli uomini, perche' nell’immaginario collettivo degli antichi la trama del tessuto, l'intrecciarsi dei diversi fili, le infinite possibilita' di soluzione creativa che la tessitura dava, si identificavano con i percorsi della vita degli individui, dei popoli, dei destini individuali. Spesso la metafora sui fili e la tessitura e' stata allacciata al significato del destino dell’uomo. In tal senso la mitologia ci ha regalato le storie piu suggestive.

Si dice che la vita e' sospesa ad un filo, che dipendiamo dagli eventi. Ma il verbo di – pendere rimanda all’idea di pendere da un filo…

La metafora della vita ci, ti invita a tessere discorsi, come un ragno tesse la sua rete a partire da “fili”. Tra il filo del cucito e quello del pensiero esiste un indiscutibile nesso: uno studio, sullo sfondo metaforico – filosofico della mente che crea il proprio pensiero come un filo, lo intreccia e lo compone come un tessuto, lo taglia e lo cuce come una stoffa.
Si puo considerare il testo come tessuto, il tessuto come un testo. Pensiamolo non piu' come un banale intreccio di fibre su cui viene gettato un po’ di colore, ma come la rappresentazione della "tessitura dell’essere".

Nella Grecia antica personaggi come Andromaca, Penelope, Lisistrata, Prassagora, lasciando il telaio e il chiuso delle stanze, testimoniano che la sapienza del lavoro di cura consente alla destinata passivita' dell’esistenza femminile di tradursi in azione nella sfera pubblica. Funzioni e competenze femminili divengono paradigmi su cui modellare ambiti di pertinenza maschili. Dunque puo essere istruttiva la conoscenza derivata dall’esplorazione degli oggetti della vita quotidiana: un gomitolo di lana, una spoletta, un ritaglio di stoffa...

Collegando queste mansioni domestiche con il nostro pensare filosofico, potremmo dire che la filosofia e' la massa confusa del pensiero che si fa filo logico, principio di ordine.
Il filo col quale Teseo riesce ad uscire dal labirinto e' il ëïãïò.

MITO
Arianna era figlia di Minosse e di Pasifae, sorella di Fedra. Dall’unione contro natura di Pasifae e un toro bianco (che il re non aveva voluto sacrificare a Poseidone) nacque il Minotauro, mostro spaventoso dal corpo d’uomo e dalla testa di toro. Spaventato da cio', il re volle nascondere la notizia ai suoi sudditi e fece costruire un palazzo da Dedalo, con numerosi corridoi che s’intersecavano all’infinito, stanze che s’aprivano l’una nell’altra, e diede ordine di rinchiudervi il Minotauro. Androgeo, figlio di Minosse, fu ucciso per invidia da alcuni ateniesi. Minosse dichiaro cosi guerra ad Atene; dopo averla vinta, le impose di portare ogni anno sette fanciulli ed altrettante ragazze da offrire in pasto al Minotauro.
Quando Teseo divenne principe di Atene, si reco' a Creta per uccidere il mostro e liberare cosi la sua patria dal doloroso tributo. Arianna, innamoratasi perdutamente dell’eroe, lo aiuto ad orientarsi nei sinuosi corridoi del labirinto donandogli un gomitolo di filo, che il giovane doveva svolgere mentre si addentrava nel palazzo; cosi' uccise il mostro mentre dormiva. Al ritorno, seguendo il filo, facilmente ritrovo la via d’uscita. Compiuta l’impresa, Teseo fuggi' con Arianna, ma nell’isola di Nasso abbandono' la fanciulla.
Cfr.OVIDIO, Metam., VIII 169 – 182

Il significato fondamentale del mito e' di mettere ordine nelle cose, sottolineato anche dal labirinto: uscire dal caos per entrare nella struttura.
Nell’impianto tessile del pensiero l’universo femminile ha avuto un ruolo complesso, in quanto affermato e negato allo stesso tempo: affermato perche' il “filo” e' stato dato in mano alla donna perche' filasse, lavorasse a maglia, ricamasse, tessesse, si occupasse insomma di tutti quei lavori che, dicevano i greci, sono indegni degli uomini. Qui emerge il “paradosso di Arianna”: nonostante sia una donna che mette in mano a Teseo il filo per uscire dal labirinto, alle donne e' stata rifiutata per millenni la prerogativa del pensiero logico. Sarebbe bello se questo mito finisse con una scena, sempre a sfondo metaforico, in cui Teseo restituisce il filo ad Arianna, ed in cui Arianna insieme a Teseo esce dal labirinto e si orienta con lui su altri sentieri…

Continua... Penelope