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Nuove tecniche di osservazione nelle terapie per la fertilità

Scritto da Redazione on . Postato in News

Una nuova metodica che adopera le tecniche di osservazione microscopica di ultima generazione, TPEF (Non destructive Two Photon Excitation Fluorescence) e SHG – THG( Second and Third Harmonic Generation), nella fase di pre-impianto e più specificamente nello sviluppo embrionale in condizioni di laboratorio, è stata elaborata dal dipartimento di biologia dell’università di Creta. Sotto la supervisione di prof.ssa   Irene Athanassaki, la quale fu anche il ricercatore principale. La medesima ricerca è stata resa possibile grazie alla stretta collaborazione e il finanziamento di   Centro Fertilità di Creta ed è stata presentata in occasione del 12o congresso della International Society for Immunology Reproduction (ISIR) che ha avuto luogo a Boston Massachushetts (28 maggio- 1 giugno 2013).
 
Fino ad oggi nella fase di pre-impianto in una terapia di fertilità assistita (FIVET-ICSI), l’osservazione in laboratorio dello sviluppo di embrioni da trasferire avveniva con le tecniche di osservazione della microscopia ottica tradizionale (optical microscopy), la quale presentava delle limitazioni in termini di scelta di embrioni al livello di blastociti. Più specificamente il limite si poneva nelle capacità del microscopio ottico di fornire delle immagini di alto dettaglio e risoluzione sugli blastociti in fase di sviluppo. La limitazione si pone nell' ispezione propria delle strutture intracellulari del feto, in caso di microscopio tradizionale. Ciò in seguito poteva compromettere la scelta degli embrioni idonei  all' impianto e quindi capaci di far proseguire regolarmente una gravidanza. Fino ad oggi quindi tutto dipendeva dall’esperienza e dalla competenza dell’embriologo incaricato della FIV.
 
Per compensare la medesima limitazione, i ginecologi specializzati in FIVET, erano costretti in ogni tentativo a trasferire più di un’ embrione (blastociti) per ottimizzare le probabilità di attecchimento sulla mucosa uterina. Così si è osservato di frequente l’inconveniente delle gravidanze multiple in caso che più di un embrione riesca ad attecchire, o di contro il fallimento totale: poiché nessun embrione riusciva a svilupparsi adeguatamente nella fase preimpianto della FIV . La condizione precedente comporta aumentate probabilità di fallimento delle FIV , specie se non si riesce ad individuare e trasportare gli embrioni idonei.
 
Invece secondo la metodica dei ricercatori di Creta e grazie ai moderni apparecchi microscopici SHG e THG l’osservazione può diventare molto accurata e precisa senza correre i rischi sopra descritti. Il vantaggio dei microscopi di terza generazione armonica sta proprio sul dettaglio delle immagini morfologiche e strutturali essendo nello stesso tempo non invasiva.
 
In più, nella prospettiva di strumentalizzare ulteriormente il processo della scelta degli embrioni, che  appare fin ora  puramente soggetto all’ esperienza dell’embriologo-genetista, i ricercatori hanno implicato una serie di criteri provenienti dai dati forniti dai microscopi elettronici nello sviluppo di un appropriato algoritmo per la valutazione del livello di crescita embrionale in laboratorio. Creando in prima apparenza un potentissimo strumento nell’arsenale degli embriologi.
 
Come conclusione possiamo dire che la medesima ricerca  crea ottimismo per l’apertura di nuovi itinerari e la creazione di nuove potenzialità nel campo della fecondazione assistita limitando ulteriormente le probabilità di insuccesso.
 

 

 

 

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