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Quelle ombre dietro il caso della piccola Maria

Scritto da Enrico Filotico on . Postato in News

Quello della scomparsa di bambini in Grecia, e nell’est Europa più in generale, torna all'ordine del giorno della cronaca. Maria, la piccola ritrovata in un campo rom della cittadina di Farsala, è solo la punta di un iceberg contro cui il procuratore della Corte suprema Efterpi Koutzamani ha deciso di lottare.

Ha infatti richiesto un’indagine di emergenza in tutto il Paese sui certificati di nascita emessi dopo il primo gennaio 2008, dando il via ad una caccia a tutti i contrabbandieri di bambini. Maria bimba di soli 5 anni, probabilmente è solo l’ultima tra le vittime di un’operazione riguardante il traffico di minori provenienti dalla vicina Bulgaria, iniziata proprio nel 2008. Infatti dalle indagini condotte sembra che il futuro della bambina fosse quello di finire in una famiglia acquirente, che come spesso succede in Grecia,
aveva aggirato la legge per poter adottare un figlio. Sempre il resoconto stilato dall’ente responsabile nazionale, ha confermato che in Grecia delle circa 500 adozioni annue solo un quinto vengono seguite e gestite dalle istituzioni. La storia della piccola rom è comunque di denuncia verso una condizione sociale greca in questo momento disumana: facile (e fertile) terreno per il commercio di minori. I sequestratori della piccola davanti alla polizia avevano inventato diverse scuse. La prima domanda è stata proprio inerente al come mai questa bambina fosse così bionda: i due avevano risposto che Maria era bionda perché si era tinta per gioco. Dopo indagini più approfondite, la coppia di falsi genitori ha confessato l’illecito. La bambina si trovava in condizioni disumane, sotto coperte sudice e in condizioni igieniche insostenibili, lasciata lì da un coppia rom bulgara. Ora a Farsala, regione nel centro della Grecia, è aperta la caccia ai genitori naturali, dell’ennesima vittima di una nazione che soffre la crisi sociale, oltre che economica, ogni giorno di più.

 

 

 

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