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Santa Sofia: che cosa c'è dietro l'invito di Erdogan a Bergoglio

Scritto da Francesco De Palo on . Postato in Culture

Non c'è il dialogo interreligioso dietro l'invito rivolto da Erdogan a Papa Francesco per la prima preghiera a Santa Sofia, trasformata provocatoriamente in moschea. Ma un bieco tentativo di legittimare la profondità strategica cara ad Ankara.

 

E'come se la postura degli strappi e dei pugni sul tavolo, molto cara a chi usa sciabola e Corano come metro politico, fosse da sola sufficiente a mettere un sigillo a decisioni e interventi. La lunga traversata verso l'interreligiosità, invece, avviata da Papa Giovanni Paolo II, poggiava su altre basi.

Il suo Pontificato è stato caratterizzato da un vero dialogo interreligioso, anche grazie alla promozione della Bibbia interconfessionale in lingua corrente.

Lo dimostra il fatto che sulla base del Concilio Vaticano II, al dialogo con gli uomini delle grandi religioni venne dedicata la dichiarazione «Nostra aetate». Inoltre Papa Giovanni Paolo II si insinuò nell'intuizione di Giovanni XXIII verso un Concilio tarato proprio sull’ecumenismo come perno centrale.

Il risultato di quel lavoro si apprezza oggi nelle nuove consapevolezza fra i cristiani delle diverse confessioni, che hanno provato a mettere da parte quelle divisioni che hanno spaccato negli anni la chiesa a causa di ferite storiche o teologiche.

Un passo, maturo e moderno, che al di là del Bosforo non è al momento concepibile: i lavori preparatori a Santa Sofia, iniziati giorni fa, prevedono che sul pavimento di marmo della chiesa vengano sistemati tappeti turchesi, mentre, per non mostrare i mosaici cristiani, si è deciso di posizionare tende che li nascondano. E'con queste premesse che è stato rivolto un invito al Santo Padre per la preghiera comune?

L'invito spedito da Ankara al Papa, dunque, sa solo di provocazione, come minimo comun denominatore di tutte le policies erdoganiane. Atene non ci sta e usa lo strumento della diplomazia per reagire. La presidentessa della Repubblica di Grecia, Katerina Sakellaropoulou ha invitato il pontefice a visitare la Grecia il prossimo anno, quando cadrà il 200esimo anniversario della rivoluzione contro la barbarie dell'Impero Ottomano.

Nell'occasione delle telefonata intercorsa tra i due pochi giorni fa, da Atene è stato rivolta a Francesco la richiesta di una moral suasion verso Erdogan perché non tramuti il museo di Santa Sofia in moschea: inserendosi, di fatto, all'interno delle reazioni sdegnate che i capi della Chiesa Ortodossa hanno manifestato.

Il patriarca russo di Costantinopoli e quello di Belgrado hanno osservato che così facendo Ankara dà uno schiaffo al mondo della cristianità. Inoltre secondo Bartolomeo i rapporti tra Islam e cristianesimo non potranno che peggiorare. E non solo quelli.

 

twitter@FDepalo

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