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Preghiera laica per il Natale ellenico

Scritto da Francesco De Palo on . Postato in Culture

Cosa si può augurare ad un Paese che ha fatto la storia del cosmo ma che, oggi, è stato svenduto dalla propria classe politica e dalla sciatteria di burocrati senza scrupoli e dal disinteresse di un vecchio continente amebico e distratto? In primo luogo che recuperi cognizione e considerazione. La crisi del racconto in Grecia non è finita: colpa di un'informazione azzoppata da conflitti di interesse macroscopici, dove, per usare le parole rivoltemi dell'inchiestista Kostas Vaxevanis, arrestato perché pubblicò i nomi della Lista Lagarde e vincitore del premio Internazionale di Giornalismo Julio Parrado, "per conoscere ciò che accade qui è necessario leggere la stampa estera".
 
Facile, purtroppo non per tutti gli ellenici, connettersi al prestigioso New York Times, o alla BBC, passando per il Wall Street Journal e in Italia dal Fatto Quotidiano e Il Giornale. E approfondire inchieste, analisi, fatti che sovente in Patria vengono sottaciuti o relegati in fondo a qualche boxino. Così, giusto per scoraggiare l'indignazione di cittadini che si sta pericolosamente trasformando in sconforto e rassegnazione. Ecco il secondo elemento di questa preghiera laica: deleterio perché seme della passività, insidioso in quanto anticamera a gravi cambiamenti che proprio per la sordità di cittadini potrebbero trovare terreno fertile. Quando, invece, urge dare una scossa a braccia e volti ellenici.
 
Non è facile, non è semplice, non è certo che sia utile: ma è ciò che la società moderna, che ha avidamente succhiato per millenni alle mammelle greche della cultura, della filosofia, della democrazia, delle arti e della scienza, deve fare ora.
 
Senza indugio, senza timore e senza la preoccupazione di doversi sporcare le mani. Perché se il vecchio continente e l'intero cosmo iperglobalizzato proseguiranno in questa deriva frenetica e schizofrenica, dove i numeri vengono prima degli uomini, dove spread e titoli sovrastano il bello e la cultura, allora non ce ne sarà più per nessuno. Compresi i primi della classe.
 
twitter@FDepalo

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