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Un concilio pan-ortodosso

Scritto da Nikos Zoitis * on . Postato in Culture

La decisione è stata presa il 9 marzo 2014, a Istanbul, dai 14 capi delle Chiese ortodosse convocati per volontà del patriarca ecumenico Bartolomeo. Durante la synaxis s’è deciso che i lavori saranno presieduti dal patriarca ecumenico ed è stata proposta come sede la storica chiesa di Sant’Irene (all’interno del complesso museale di Top Kapi), l’unica chiesa bizantina non trasformata in moschea, e già sede di Concili ecumenici della Chiesa universale veramente unita.

Le decisioni verranno prese all’unanimità consensuale, secondo la tradizione delle Chiese ortodosse. Per la preparazione dei lavori è stata istituita una commissione mista che sarà presieduta dal metropolita di Pergamo Ioannis Zizioulas, coadiuvato dai rappresentanti delle 14 Chiese ortodosse e terminerà i suoi lavori preparatori entro la Pasqua del 2015. Ogni Chiesa avrà diritto a un solo voto. Il Sinodo pan-ortodosso verrà chiamato a dare delle risposte a diversi annosi problemi che agitano le acque nel pianeta ortodosso, come la questione della concessione della “autocefalia”, cioè della totale indipendenza di autogestione amministrativa
di una Chiesa ortodossa, o come la questione giurisdizionale sulle Chiese della diaspora ortodossa (le Chiese ortodosse al di fuori degli Stati nazionali); verranno pure presi in esame le cosiddette dipticha, cioè le regole del reciproco riconoscimento canonico tra le Chiese ortodosse.
 
Ma soprattutto ci si chiederà come la Chiesa, popolo e pastori insieme, deve dare delle risposte ai problemi di una società colpita dall’individualismo, dall’edonismo, dagli abusi di potere e dal disprezzo della sacralità della natura umana. Abusi contrari, di conseguenza, alla fraterna coesistenza e alla vera giustizia.
La Chiesa non ha bisogno di espedienti economici e di comunicazione, di strategie personali e di vanità, caratterizzati da un certo “fi letismo”, come dice un esponente di Costantinopoli. Filetismo, cioè la tendenza nell’ortodossia a creare Chiese autocefale, la maggior causa di contrasti nati all’interno del pianeta ortodosso, mettendo in discussione più volte l’unità tra gli ortodossi. Il fi letismo era sorto con la nascita degli Stati nazionali nel XIX secolo, dopo la disgregazione dell’Impero ottomano, un fenomeno nuovo nell’ortodossia.
 
 Il teologo del patriarcato ecumenico, Ioannis Zizioulas, metropolita di Pergamo, ha sottolineato molte volte che Costantinopoli, pur tra mille difficoltà congiunturali, ha cercato di conservare quella tradizione patristica transnazionale che vedeva i grandi Padri della Chiesa confrontarsi con il pensiero a loro contemporaneo, riuscendo ad assimilarlo, trasformandolo in pensiero costruttivo e di conseguenza a canalizzare il flusso della storia della civiltà. Motivo per cui, aggiungo, occorre essere pronti ad accettare le sfide della società contemporanea caratterizzata da una galoppante tecnocrazia che spinge l’esistenza umana alla solitudine e alla spersonalizzazione della vita umana, dando l’impronta del messaggio evangelico.
 
Un percorso per la Chiesa cristiano-ortodossa certamente non facile, ma senza ritorno. Sta insomma per avverarsi il sogno del patriarca ecumenico Athenagoras quando, in congiunture storiche difficilissime, ha convocato nel 1961 i primi incontri pan-ortodossi, per dare, profeticamente, un nuovo slancio al pensiero cristiano-ortodosso. Fatto avvenuto proprio in pieno clima di Vaticano II, culminato con l’abbraccio di riappacificazione tra Paolo VI e Athenagoras a Gerusalemme, nel 1964, ponendo fine allo scisma del 1054, ma effettivamente consumato solo nel 1204 con l’infausta e famigerata quarta crociata.
Proprio in ricordo di quel gesto, si ripeterà il 25 maggio di quest’anno l’abbraccio tra papa Francesco e il patriarca ecumenico Bartolomeo, voluto da Bartolomeo stesso e subito accettato da Francesco. Proposta rivoltagli nel giorno del suo insediamento, il primo a cui un patriarca di Costantinopoli abbia mai assistito.
Un segno dei tempi. 
 
Fonte: "Città nuova" 8/2014
 
L'autore è Ortodosso, analista degli affari del patriarcato

 

 

 

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