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Mediterraneo, arte e crisi: la pittura italogreca secondo Katerina Giannaki

Scritto da Enrico Filotico on . Postato in Culture

Intervista a Katerina Giannaki, membro per l'Europa del SAE (Greci nel Mondo) che presenta la mostra di pittura intitolata "Una faccia una razza" inaugurata il prossimo 10 luglio all'università e-Campus di Roma.
Cosa hanno in comune le due sponde dell'Adriatico? Molto, moltissimo, forse tutto. Uno degli elementi maggiormente significativi è senza dubbio la pittura a cui l'università e-Campus ha dedicato la mostra “Una faccia una razza” che sarà inaugurata i prossimo 10 luglio nella sede romana di via Del Tritone, alla presenza di numerosi artisti greci e italiani, sotto il Patrocinio della Commissione europea, ufficio italiano, dell’Ambasciata di Grecia, dell’Associazione Anno Marguttiano e del Consiglio dei Greci del Mondo, il cui membro per l'Europa, Katerina Giannaki, affida a MG le sue impressioni.
 
Da dove nasce l’idea di questa mostra?
 Questa idea nasce ovviamente dall’impegno che tutti abbiamo, in veste di Europa, durante il periodo di passaggio del testimone Italia-Grecia. Oggi non dobbiamo pensare solo alla gente comune, io credo che la vera avanguardia di questa società siano gli artisti. Frequentando l’università e-Campus, con amici e colleghi, abbiamo progettato questa mostra decidendo di chiamarla “Una Faccia Una Razza”. Non era facile mettere in piedi un’iniziativa di questo tipo, però alla fine ci siamo riusciti. 
 
C’è per lei un aspetto personale in questa mostra. Infatti saranno esposte le opere di Dimitri Vakalis, pittore ellenico e prima di ogni altra cosa suo zio e maestro di vita. 
Si lui è rimasto nel mio cuore. Lo conobbi che ero appena 18enne e fu proprio Vakalis a convincermi di venire in Italia. Io vivevo una Grecia molto differente da quella moderna, non saprei dire onestamente quale delle due sia peggio, ma di una cosa sono certa, la dittatura che caratterizzava gli anni ’70 è stata uno stimolo per me a ritrovare in lui un modello da seguire. Se oggi sono in Italia è grazie a lui, quindi questa mostra che sta partendo proprio nei giorni del passaggio di testimone alla presidenza europea tra Grecia e Italia, non poteva non coinvolgerlo. Vakalis nella mia vita ha lasciato delle tracce imperiture: messaggi e colori delle sue opere hanno coinvolto tutte le generazioni. Non faccio fatica a definirlo un pittore di oggi, di ieri e di domani, fonte di ispirazione per me, così come per molte altre generazioni.    
 
Continuiamo questo viaggio virtuale all’interno della mostra. Altro protagonista della mostra sarà Giuliano Katinis. Qual è il significato del Mediterraneo e delle donne nelle sue opere?
Katinis è il greco della diaspora. Il lait-motiv di tutte le sue opere è il viaggio nel Mediterraneo. Lui proviene dalla parte orientale della Grecia, terra natia che abbandonerà per iniziare il suo viaggio in Europa conclusosi poi a Roma, dove deciderà di fermarsi.  Katinis è colpito ed affascinato dal Mediterraneo e dalle sue meravigliose donne, descritte sempre nei minimi particolari. Quanto alle sue opere, raccontano di un Mediterraneo cuore di tradizioni, pace, emancipazione e diritti. 
 
In termini numerici di quante opere consta la mostra e quali sono state le difficoltà nell’ organizzare un evento di questo tipo?
Comincerei dall’ultima domanda. Non è stato affatto facile mettere in piedi una cosa simile, la nostra esperienza in materia era minima. Ci siamo ispirati ad una mostra che negli anni ’80 si tenne nell’ambasciata greca, quella volta ritrovai tantissimi grandi artisti ellenici riuniti nella stessa manifestazione. Noi abbiamo provato a riproporre qualcosa di simile, anche se purtroppo molti nomi dell’arte nostrana non hanno partecipato. Ogni pittore ha portato tra le 5 e le 8 opere per un totale di circa 13 artisti tra greci e italiani. Noi abbiamo rotto gli indugi, adesso tutto sta a non fermarsi e a continuare la nostra opera di diffusione culturale. 
 
Avete già in mente qualcosa per il futuro? 
Per adesso pensiamo a “Una razza una faccia”, la mostra chiuderà a settembre e speriamo di poter invitare quanti più amanti della Grecia possibile. Il nostro obiettivo è riportare nella nostra terra tutti coloro i quali ci sono già stati e mostrare il lato bello di questa nazione a chi ancora non l’ha vista. I pittori e la cultura sono le avanguardie dei nostri anni. 
 
Che ruolo gioca la SAE International per i greci all’estero?  
Gli eventi parlano da soli. Il ruolo della SAE è importante, fondamentale la sua presenza sul territorio. Io invito tutti italiani, greci e non solo, a partecipare e a dare il loro massimo per sostenere le comunità all’estero.  I greci da sempre sono stati sostenuti dai paesi ospitanti: Libano, Egitto e Siria giocarono un ruolo fondamentale nella costituzione del nuovo stato greco durante la rivoluzione del 1821. Noi oggi continuiamo con lo stesso pathos ed entusiasmo a portare avanti i nostri ideali: i greci che hanno abbandonato la loro terra natia non sono lontani dalla realtà di casa, anzi sono una fonte di ricchezze per tutto il Paese. 

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