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L'8 marzo? Dedicato alle donne del Mesogheios

Scritto da Katerina Giannaki * on . Postato in Culture

L'8 marzo? Dedicato alle donne del MesogheiosNon si può che dedicare al Mediterraneo la ricorrenza di quest'anno dell'8 marzo, festa della donna. Per valorizzazione le aree del Mediterraneo tramite le donne, investendo nella condizione femminile e nel rispetto reciproco delle specifiche identità.
Fondamentale in questo senso sarà promuovere i rapporti tra le varie nazioni per sviluppare e favorire le relazioni interculturali, implementando la diffusione della cultura e della lingua. Il riferimento è alla conservazione di usi e costumi, al consolidamento  dei già amichevoli rapporti tra le donne italiane e le donne greche della diaspora.                                                                                        
E sostenere iniziative comuni tra più paesi attraverso eventi mirati e l'utilizzo dei mezzi di comunicazione. Ma anche sostenere iniziative economiche che possano coinvolgere le donne nelle imprese, sfruttando la peculiare attività imprenditoriale dei diversi territori. In questa direzione  va letto lo sforzo globale dell'area euromediterranea, al fine di garantire  un universo di diritti imprescindibili. Come il diritto all'assistenza sociale e sanitaria; quello allo studio per sostenere un'adeguata formazione professionale; l'accesso ai pubblici servizi e a ogni forma che eviti le  discriminazioni; favorire il reciproco riconoscimento e la valorizzazione delle diverse identità culturali; promuovere azioni di tutela nei confronti di gruppi svantaggiati e di soggetti socialmente discriminati e di minoranze culturali.
Ecco l'obiettivo di un'Europa moderna: che si impegni a costruire un Mediterraneo fondato sullo scambio e la reciprocità fra tutti i popoli che abitano l'area.
Un progetto che al primo posto vede i diritti e l'autodeterminazione delle donne, la dignità del lavoro e del tempo libero nelle relazioni sociali, nelle scelte economiche, nei conflitti della fame e del diritto della accoglienza non come tolleranza ma come reciproco riconoscimento e scambio. E per dire no a tutte le forme di fondamentalismi.                                                                                                     
Le acque del Mediterraneo continuino quindi ad attribuire un ruolo positivo ai popoli che vi si affacciano,  dove le donne siano protagoniste, donne di diverse culture che abbiano la possibilità di raggiungere la piena solidarietà. Nella convinzione che, al fine di salvaguardare quella culla della civiltà, occorre  dialogare con persone che hanno culture differenti rispetto alla nostra e modi di agire diversi rispetto a quelli cui noi siamo cresciuti. In una sola parola, un Mediterraneo di diritti.                                                                                                                        
 
*Membro del Consiglio dei Greci nel mondo (www.sae-europe.eu) e del Coordinamento Forum Donne Mediterraneo
 

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