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Eravamo a Trebisonda, il dramma del Ponto si fa libro

Scritto da Redazione on . Postato in Culture

Pubblichiamo la sinossi del volume "Eravamo a Trebisonda" scritto da Emidio D'Angelo (Ed. Equinozi 2015).  
 
Eravamo a Trebisonda è un romanzo storico ambientato in gran parte sulle sponde del Mar Nero e successivamente in Grecia, tra il 1916 e il 1926.
Al centro del romanzo vi è la storia di una modesta famiglia di greci di Trebisonda, capitale del Ponto, regione che si affaccia sul Mar Nero, sulla costa nord dell’Anatolia, che in seguito alle persecuzioni e stragi da parte dei turchi contro i greci, nel 1917 dovette fuggire e approdò prima sulla costa russa e dopo alcuni anni nella nuova Grecia liberata dal dominio dell’Impero Ottomano. 
I greci vivevano fin dal 1000 a.C. nell’intera Anatolia e nel Ponto, dove avevano fondato varie città fra cui Trebisonda, diventato uno storico porto e snodo verso l’oriente. La regione del Ponto divenne parte dell’Impero Romano e successivamente dell’Impero di Bisanzio fino al 1461, quando cadde sotto il dominio degli ottomani.
 
Negli anni dell’Impero Ottomano, salvo alcuni contrasti, avevano prevalso la tolleranza e la convivenza tra le diverse etnie e religioni. Con la fine dell’Impero Ottomano i turchi vollero trasformare l’intera Anatolia in uno stato esclusivamente turco e musulmano cacciando e sterminando le popolazioni cristiane e di altre religioni ed etnie.
I greci dell’intera Anatolia furono perseguitati e uccisi a centinaia di migliaia.  Una gran parte fuggì perdendo tutti i propri beni e la propria terra.
 
Dovette fuggire anche la modesta famiglia di Lefteri, il ragazzo di nove anni, terzo di cinque figli che, ormai quasi centenario, racconta prima la bellezza di Trebisonda, allora nel 1916 città di popoli diversi, e poi i successivi eventi tragici, persecuzioni, stragi e precipitose fughe per mare e per terra, prima verso coste amiche sul Mar Nero e infine verso la patria greca liberata dal dominio ottomano.
Nel romanzo altri greci raccontano di tratti di vita quotidiana a Trebisonda e nel Ponto, imprenditori, artigiani, professionisti, insegnati, medici e donne impegnate a difendere la propria esistenza e quella dei propri cari. Un coro di voci che ricostruisce un’intera civiltà millenaria distrutta dall’odio e dagli interessi economici. Le speranze e le paure si alternano, la vita di ognuno cambia e si intreccia sempre più con quella degli altri, provocando tensioni e forti emozioni. 
 
Una vicenda raccontata direttamente dai protagonisti, con storie individuali e delle famiglie, immersi in una storia molto più grande di loro, di guerre, persecuzioni e diaspora. 
Da Trebisonda migliaia di persone, fra cui la famiglia di Lefteri, approdarono sulle coste russe all’inizio della rivoluzione sovietica, convivendo col nuovo regime per alcuni anni. 
Infine la partenza verso la nuova Grecia libera dove, con grande delusione, furono accolti con freddezza e si trovarono a lottare per conquistare spazi vitali, in un Paese ancora con grandi problemi economici e politici, che aveva difficoltà a provvedere alle prime necessità dei fratelli greci profughi, provenienti dall’intera Anatolia. 
Molti a malincuore rimpiansero i tempi di Trebisonda, i tempi della pacifica convivenza con i turchi.  
 

 

 

 

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