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I greci e la lingua greca nei filelleni d'Italia: un omaggio a Taranto

Scritto da Alessandra Carpino on . Postato in Culture

Il capoluogo ionico teatro di un'interessante iniziativa targata associazione culturale Dopolavoro Filellenico. Un tentativo di mettere ordine nelle testimonianze note e nelle disponibilità delle proprie conoscenze relativamente a quanti, in qualche modo ed a qualsiasi titolo, si siano interessati di Grecia nel passato e nel presente, vuol essere la conversazione che Giancarlo Antonucci, docente di materie umanistiche e giornalista, fondatore e presidente dell'associazione culturale Dopolavoro Filellenico, terrà mercoledì prossimo, 24 febbraio.
Appuntamento alle ore 17.30, presso la Libreria Ubik di Taranto per conto della delegazione tarantina dell'Associazione “Dante Alighieri”, presieduta dalla professoressa José Minervini, in collaborazione con il Dopolavoro Filellenico stesso. 
 
“Scuola d'ogni valor, madre infelice – I Greci e la lingua greca nei Filelleni d'Italia” è il titolo dell'indagine che si fregia dell’Alto Patrocinio dell’Ambasciata di Grecia a Roma, e che il relatore presenterà sviluppando il tema del filellenismo, in particolare negli autori della letteratura italiana e più in generale fra gli artisti, i cultori, gli appassionati che all'ellenismo si sono ispirati nella propria produzione espressiva. Missione del Dopolavoro Filellenico, associazione nata a Taranto nel 2009, è quella di promuovere, attraverso incontri, esposizioni e dibattiti di approfondimento con esperti del settore, la “koiné” intellettuale, sociale, culturale, storica, ma anche artistica, ludica e tradizionale che coinvolge e collega i territori di pertinenza di quella che fu designata come Magna Grecia, e che ancora ne preserva le magnifiche tracce, e la culla della civiltà ellenica stessa.
Con un intento preciso: non cristallizzare l’ideale greco esclusivamente nel culto del meraviglioso ed imponente passato, ma valutarne costantemente l’evoluzione, propedeutica anche all’analisi delle affinità attuali fra i popoli del bacino mediterraneo. 
 
E’ un “viaggio”, realistico ed onirico, un autentico excursus di ricerca capillare ed appassionata, di studio e metodo competente di composizione, di intuito e di raziocinio, quello del quale Giancarlo Antonucci racconterà: si rivela come una personale antologia di circa duecento nominativi, destinata sicuramente a crescere, incastonati fra la raffinatezza stilistica del neoclassicismo e la visione lucidamente pragmatica della modernità. Un’intrigante ricostruzione di fonti, estratti, testimonianze, coordinate dal punto di vista cronologico, filologico e glottologico. 
 
Partendo dal primo verso di una lirica dedicata ad Atene, opera poco conosciuta e di recente attribuzione al poeta neoclassico Vincenzo Monti, servendosi anche della proiezione di immagini delle persone e degli argomenti trattati, la relazione prende in considerazione scrittori, poeti, giornalisti, musicisti e cantanti, ma anche semplici appassionati, che con la loro opera hanno tracciato un solco nell'indagine sul mondo ellenico antico e moderno, e sull'evoluzione della lingua che è andata di pari passo con lo sviluppo di una civiltà che più volte è stata sottomessa da popoli stranieri, ma che sempre è riuscita a rialzare il capo con fierezza, dignità e coraggio.
 
Dai grandi della storia e della letteratura italiana, ai relatori che negli anni di attività del Dopolavoro Filellenico si sono avvicendati a parlare ai soci e agli ospiti dell'associazione tarantina, tutti sono individuati dalla ricerca e di ognuno sarà approfondito lo spirito attraverso la lettura di brevi brani tratti dalle rispettive opere. 
 
Contributi eclettici, profusi dalle “anime filelleniche” focalizzate dall’autore: dall’ispirazione di Ugo Foscolo alla poetica di Giacomo Leopardi, dalla indizi nella drammaturgia di Carlo Goldoni all’attivismo eterogeneo di Giuseppe Mazzini, proseguendo attraverso l’immaginario ermetico di Giuseppe Ungaretti, originario della grande scuola di Alessandria d’Egitto, sino alle eredità artistiche insite nell’opera di Gabriele D’Annunzio, padre del Decadentismo. Inclusi nell’ampia raccolta anche Giosuè Carducci, primo Premio Nobel italiano agli esordi del Novecento malinconico nella sua reazione al tardo romanticismo; Edmondo De Amicis, insegnante e scrittore; i contemporanei quali Umberto Eco, scomparso recentemente, protagonista anche lui di un “apporto alla Grecia” nella sua vasta attività di semiologo e linguista, oppure Oriana Fallaci, indimenticabile autrice, fra l’altro, del “romanzo-verità” “Un Uomo”, che nella liason sentimentale con Alekos Panagoulis e nelle documentazioni da lui stesso fornitele rintraccia la sua essenza; sino ad arrivare al professor Luciano Canfora, Ordinario di Filologia Greca e Latina presso l’Università di Bari.
 
Ardua selezione da parte del professor Antonucci, il quale rende implicito omaggio allo spirito 
filellenico dei Soci, versatili nello svelare la Grecia attuale nelle sue sfaccettature storiche, politiche, economiche. Un’informazione puntuale ed autentica, un “filo diretto” con Atene, un confronto scevro da stereotipi: emergono originali studi linguistici ed archeologici, così come iconografie 
moderne, sperimentazioni musicali, aneddoti ed esperienze di vita vissuta. 
 
In un periodo storico di fervida riscoperta delle radici culturali elleniche e magnogreche della comunità tarantina, eppure di profonda crisi economica, sociale e politica del mondo greco, con il suo saggio l'autore vuol dimostrare, tra l'altro, la continuità storica delle testimonianze di una civiltà e di una lingua che spesso erroneamente – e ancor più gravemente nella scuola - sono considerate morte, ma che invece sono estremamente vive e ricche di fermenti vitali.

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