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Perché Atene sbaglia a chiudere le porte (dell'Acropoli) a Gucci

Scritto da Francesco De Palo on . Postato in Culture

Il dissenso, sia chiaro, è il sale della democrazia. Per cui viva le opinioni personali, sempre che siano espresse civilmente e con tesi robuste a sostegno. Possono cultura e business andare d'accordo? C'è una linea rossa che può incollare il rispetto per il passato e per la storia, con esigenze che gioco forza devono trovare una risposta, come la crisi finanziaria comporta? Ecco qualche spunto di riflessione sul caso Gucci-Partenone.

 

La solita deriva tutta ideologia e miopia non fa sconti. Schiaffo di Atene a Gucci: rifiuta 56 milioni per sfilare sull'Acropoli, anche se non sarebbe la prima volta visto che in passato è già accaduto. Ma il buonismo e la retorica a fiumi, oggi, dicono no alla casa di moda fiorentina che aveva offerto un milione per 900 secondi di sfilata, più altri 55 milioni per i diritti video.

Senza capire come cultura e gestione (rispettosa) in chiave di business possono andare d'accordo, soprattutto in un momento in cui bisogna farsi venire buone idee più che aspettare a bocca aperta l'ennesima briciola di sovvenzioni e prestiti.

twitter@FDepalo

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