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Tsakalotos guarda a Italia e Francia ma con il rischio di nuove tasse

Scritto da Raffaele de Pace on . Postato in Crisis

Italia e Francia hanno un elevatissimo debito pubblico, ma possono stare sui mercati: perché la Grecia no? Se lo è chiesto, secondo fonti di stampa elleniche, il ministro delle Finanze Euclid Tsakalotos durante un vertice di Syriza a proposito dei prerequisiti e in vista dell'Eurogruppo del prossimo 15 giugno.

Per queste ragioni ha espresso ottimismo sul fatto che Atene possa beneficiare di questo piano di lavoro per tornare alla normalità, ma al contempo in Aula arrivano cinque emendamenti per raggranellare altri 2 miliardi di euro tramite altre tasse.

La posizione che il Ministero delle Finanze avrebbe espresso nel vertice è che il debito non può essere risolto immediatamente, e che la transizione verso una regolarità richiede del tempo. Di fatto uniformandosi alla tesi sostenuta da sempre dal ministro delle finanze di Berlino Schaeuble, che sta ritardando (sine die) la discussione sul debito: in questo frangente a causa della concomitanza elettorale (in Germania si vota a settembre).

 

Tsakalotos è sicuro che l'Eurogruppo porterà buoni frutti per a Grecia, con la piena adesione anche del Fondo monetario internazionale. L'istituzione guidata da Christine Lagarde è stata a prima a sollevare dubbi sulla strategia messa in campo da Berlino per curare la crisi ellenica, che oggi mostra altri numeri negativi come l'aumento del debito pubblico nonostante sette anni di tagli e austerità.

Sul versante del welfare lil Ministro Effie Achtsioglou continua a rassicurare che non vi sarà alcun rischio per la contrattazione collettiva. Ma la nota dolente arriva dal Parlamento, dove il governo ha portato in Aula altri cinque emendamenti che modificano quelli votati due settimane fa e per soddisfare le esigenze del FMI. Due di questi emendamenti contengono un'entrata extra per lo Stato di 2.1 miliardi di euro. Si parla di entrate supplementari e "congelamento" dell'aumento delle pensioni al 2023.

 

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