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Larko, un morto in un incidente sul lavoro. Alla sicurezza chi pensa?

Scritto da Redazione on . Postato in Crisis

In Fthiotida è morto un operaio 55enne (padre di tre figli) in una cava di nichel in Grecia, dove solo 24 ore prima i sindacati avevano lanciato l'allarme (con una lettera aperta a governo e media) per le condizioni disumane di lavoro e per l'asenza delle basilari misure di sicurezza. 

 

 

Si tratta dell'impianto Larko, dove si legge nella missiva “è stato commesso un crimine e i criminali hanno un nome. Denunciamo e certifichiamo che in tutto l'impianto la situazione della sicurezza del lavoro è sfuggita. Vi sono carenze nelle misure di protezione individuale, e se date, sono di scarsa qualità. Intere installazioni e macchinari hanno urgente bisogno di riparazioni, l'automazione della sicurezza non funziona, in gran parte è marcio”.

Secondo il sindacato mettallurgico la ragione di tutto ciò è il deprezzamento generale consapevole di Larco da parte dei governi ellenici e dell'Unione Europea. “Mirano a disinvestirlo per portare competitività e profitti ai gruppi di altre imprese”. E accusa l'attuale governo e il precedente “di servire gli ordini dell'Unione Europea per il suo completo deprezzamento trascurando la vita dei suoi dipendenti”. Solo due giorni fa si è nello stesso cantiere verificato un incidente molto grave in cui per fortuna non ci sono state vittime. Da una delle tre gru il gancio da 25 tonnellate si è staccato. Dalle prime indagini è emersa una scarsa qualità dei ganci.

 

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