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Gas a Cipro, Eni e Total si spostano per evitare l'incidente con Ankara?

Scritto da Redazione on . Postato in Crisis

Non cessa la tensione nel Mediterraneo orientale sul dossier energetico, con le pretese della Turchia sul gas a Cipro e la risposta occidentale. Sullo sfondo il rischio di un'escalation.

 

All'inizio di questo mese, i ministri degli esteri dell'UE hanno varato un meccanismo per sanzionare le persone o le entità coinvolte in attività di perforazione non autorizzate nel Mediterraneo orientale, ovvero la Turchia che però per tutta risposta sta tentando una quarta operazione di perforazione nelle acque territoriali di Cipro, accompagnata da cannoniere e mezzi militari. Al contempo Eni e Total cambiano blocco di perforazione.

Gli interessi sono ingenti perché rivoluzioneranno il dossier energetico nel Mediterraneo: il piano di sviluppo presentato dal consorzio di Afrodite stima che il gas inizierà a fluire nel 2025. Il consorzio comprende il gruppo israeliano Delek, la Noble Energy con sede in Texas e la Shell: costruiranno un oleodotto che collega il campo a Idku in Egitto, da dove verrà riesportato verso l'Europa e i mercati internazionali sotto forma di GNL.

 

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