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Decreto ristori: così la Grecia prova a ripartire

Scritto da Raffaele de Pace on . Postato in Crisis

Il governo greco ha deciso di usare 1,6 miliardi per una sorta di decreto ristori che aiuti le imprese a ricominciare dopo la crisi Covid. L'obiettivo è iniziare con i sostegni in primavera con l'auspicio di aumentare la redditività delle imprese e mantenere i posti di lavor

 

 Il programma a cui si ispira il governo è quello Ue: infatti è previsto da un regolamento comunitario che gli Stati membri possono fornire aiuti per coprire i costi fissi non coperti dal loro fatturato, al 90% per le piccole imprese e il 70% per tutte le altre società.

Questo programma dovrebbe iniziare in tarda primavera o all'inizio dell'estate, quando si prevede che l'economia sarà completamente ripristinata. Verrà stilato un vademecum per i criteri di accesso ai benefici, con 1,6 miliardi di euro che arriveranno alla Grecia nel 2021 proprio da questi fondi Ue.

 In tutto le misure di primavera consisteranno in 7,5 miliardi di euro visto che secondo i calcoli della Banca di Grecia l'economia nazionale non si riprenderà prima del secondo trimestre del nuovo anno. Per questa ragione il Primo Ministro Kyriakos Mitsotakis ha annunciato in Parlamento, durante la discussione del bilancio, che lo Stato pagherà il 60% dell'affitto a quei negozi che sono obbligatoriamente chiusi (dopo il 16 dicembre), le aziende pagheranno solo il 20% e il restante 20% sarà la "partecipazione" dei proprietari.

Inoltre il piano del governo prevede la riduzione delle aliquote IVA su ristorazione e pacchetti turistici per tutto il 2021; aiuti diretti al settore del trasporto aereo e garantire i prestiti dello Stato; aumento dell'indennità di disoccupazione per altri quattro mesi, fino ad aprile; aumento dei contributi assicurativi da parte dello Stato per l'assunzione di disoccupati a tempo indeterminato in tutti i settori dell'economia.

Infine gli accordi (120 rate) di debiti verso l'Agenzia delle Entrate e l'EFKA, ma anche gli accordi di prestiti bancari che come noto sono già stati decisi fino a nove mesi per tutti coloro che entro il 31 marzo inoltreranno richieste rilevanti alle banche.

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