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Grecia-Italia: una faccia, una crisi

Scritto da Enrico Filotico on . Postato in Crisis

Il Mediterraneo piange. Due delle sue stelle più lucenti vedono oggi il podio per la peggiore situazione in Europa: Grecia prima e Italia poi, vivono la crisi più di chiunque altro nell’Eurozona.  La Grecia detentrice del primato “vanta”, secondo i dati Istat del 2012 il 34,6% della popolazione a forte rischio di povertà, l’Italia segue a ruota con solo 5 punti percentuali di ritardo, segnando il record degli ultimi anni con 29,9%. La situazione economica dei due paesi peggiora di anno in anno, segnando un’inesorabile caduta libera. All’alba della gravissima crisi internazionale del 2008, l’Italia aveva un tasso di esclusione sociale del 25% e la Grecia del 28%, che è andata peggiorando, per gli ellenici più rapidamente: nel 2011 hanno toccato la soglia del 31% per arrivare agli ultimi dati.
 
 Chiudono banche, aziende, attività e persino università al di là del Mediterraneo. Volendo dare un significato più rilevante alle percentuali, oggi oltre diciotto milioni di italiani sono a rischio povertà, ossia vivono in una famiglia con un reddito inferiore al 60% del reddito medio del Paese, non hanno risparmi da parte per pagare spese impreviste, non possono mangiare con regolarità cibi di qualità, non possono riscaldare la casa nelle stagioni fredde e non possiedono una macchina, bene oramai di prima necessità. Il lavoro non aiuta certamente, spesso vivono in una famiglia con una bassa intensità di lavoro, il tasso di disoccupazione in Italia ha infatti raggiunto 12,1%. 
 
Non migliore la situazione degli ellenici, che ormai da un po’ di tempo a questa parte sono additati come i “malati d’Europa”, il governo ha dovuto recentemente dare l’ennesima sforbiciata a pensioni e indennità di servizio, per fare cassa. Taglio netto dell’8% per le pensioni superiori ai 1000 euro, sempre meno per la verità. Lo Stato avrebbe ottenuto cento milioni di euro, un’inezia rispetto al debito che grava sulla testa del governo ellenico. Inoltre verranno revocati diritti pregressi conquistati con il versamento contributivo effettuato dai lavoratori nel corso degli anni, dopo che gli stessi hanno già hanno subito una serie di tagli a pensioni, indennità e servizi nell’ultimo triennio. Italia e Grecia si contendono insomma la leadership per la crisi, peggio di loro bisogna spostarsi versi il confine dell'Ue, è infatti la Bulgaria l’apice della classifica dove risulta a rischio il 49,3% della popolazione, in Romania il 41,7%, in Croazia il 32,3%.
 
 

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