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Post referendum, chi tifa per la banconeria internazionale?

Scritto da Ioannis Davilis on . Postato in Crisis

Pubblichiamo il commento all'esito del referendum greco da parte di Ioannis Davilis, Presidente della “Comunità Ellenica del Grande Salento” e portavoce  dei "Greci di Puglia"
 
Il referendum in Grecia non era per l’uscita della Grecia dall’Europa o per il ritorno alla dracma. In fondo la posta in gioco era ben più alta. Tsipras ha sfidato le “istituzioni europee” e la Germania della Merkel  per costringere l’oligarchia del potere politico e finanziario europeo a buttare giù la maschera. Un'astuzia degna di un valido  discendente di Ulisse.
 
L’intento è riuscito in pieno: ora tutti sanno chi è a favore del popolo greco, della democrazia e della convivenza dei popoli in una Europa giusta e solidale e chi no. Si sa anche chi in Grecia è prono ai grossi e grassi interessi dei oligarchi della “banconeria internazionale”.  Con il panico che li ha presi, sono stati costretti a  buttar giù le maschere e ormai li conosciamo tutti con nome, cognome e ruolo.
 Il cavallo di Troia del nuovo Ulisse, chiamato “referendum popolare”, ha funzionato. Merkel e le “istituzioni” prima hanno cercato di stopparlo e poi, quando hanno capito che questa volta non avevano che fare con Giorgos Papandreou, detto non per caso “Giorgàkis”, ma con Alexis Tsipras e con il suo staff coeso e combattivo, sono caduti in pieno nella trappola e hanno sfidato i greci scendendo in campo con una campagna per il “si” senza precedenti nella storia recente della nazione.
 
Interferenze spudorate, minacciose, ricattatorie, fiumi di denari per capovolgere il risultato. Parola d’ordine ai loro riferimenti politici di Nuova Democrazia, dei resti PASOK e del partito di laboratorio di Bruxelles “POTAMI”, “fate vincere il SI a tutti i costi e costi quel che costi”.
Naturalmente hanno seguito gli ordini appoggiati dalle tv greche che credevano di liberarsi cosi dal governo Tsipras, che li aveva costretti per prima volta a pagare le frequenze. Scontro titanico ed impari: il Davide contro una serie di Golia nazionali ed europei.
Ha vinto il Davide perché aveva la ragione dalla sua parte. E con lui il popolo che - anche se stordito ed impaurito in un primo momento – ha avuto modo di riflettere e ha fatto prevalere l’orgoglio nazionale e la ragione!
 
Ha votato No- OXI non per uscire dall’Europa e tornare alla dracma, ma per inviare un messaggio chiaro alle “istituzioni”: i sacrifici si fanno se c’è la prospettiva di una uscita da questo inferno di crisi e ancora si consideri che non è possibile che a pagare in eterno per le scelte disastrose della casta di politici greci ed europei siano i più deboli.
Ha vinto il NO- OXI. Ha vinto la democrazia dei popoli sull’oligarchia internazionale.  Da oggi, niente sarà più come prima in Europa. Lo sanno le “istituzioni europee” e questa consapevolezza desta loro preoccupazione. 
 
La Grecia rimarrà in Europa perché nessuno la può cacciare dalla sua casa. Il mito d’Europa è greco è mediterraneo. L’Europa senza la sua madre non potrà essere che una semplice lobby di banchieri e di interessi finanziari. Nel malaugurato caso di una pazzia del genere saranno loro che avranno scelto di uscire dall’Europa. La loro sarà una lobby, appunto, ma non avranno la sfrontatezza di chiamarla EUROPA. 

 

 

 

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