Stampa

L’ultima occasione dell’Unione europea prima di scomparire

Scritto da Vasilis Dalianis * on . Postato in Crisis

Il proverbio tedesco “Das Kind mit dem Bade ausschütten“ si ritrova pressochè identico, sia nella forma che nel significato, nell’inglese (Throw out the baby with the bath water), nell’italiano (Buttare via il bambino con l’acqua sporca) ed in altre lingue europee ancora. Nonostante la “saggezza popolare”, in quasi tutte le lingue europee, cerchi di prevenire il rischio evidente di non cancellare un intero cammino a causa di qualche passo falso, pare si stia verificando esattamente l’opposto.
 
Quasi 6 anni dopo l’inserimento della Grecia nel programma di sostegno da parte della troika (Commissione europea, BCE e FMI), termine di recente sostituito dal generico “istituzioni”, sembra ci sia ben poco di cui noi europei ci siamo accorti, in particolare per quanti facciamo parte dell’Europa di “serie A”, cioè dell’Eurozona. La crisi economica che ebbe origine non nel Vecchio Continente, ma negli Stati Uniti, fu motivo sfortunatamente non sufficiente per la risoluzione dei nostri problemi. Perché fin dall’inizio eravamo in disaccordo su quali fossero i nostri problemi.
 
Tutta colpa della Grecia; falsificò i conti per aderire all’Eurozona. Poco importa se la maggioranza degli stati membri fece lo stesso. Tutta colpa della Francia e della Germania, sostenne qualcun’ altro; furono le prime, nel 2003 e nel 2004, a non voler rispettare i parametri del trattato di Maastricht. Tutta colpa della Commissione di José Barroso, che non osò parlare nemmeno di quella piena inosservanza delle regole da parte delle due potenze economiche più importanti dell’Europa. 
Tutta colpa dell’euro. Tutta colpa della Germania che porta avanti con ostinazione la sua cieca politica. Tutta colpa dell’emergenza profughi, vista come un problema anziché un’occasione di solidarietà. 
 
Scegliete pure liberamente i sospettati della crisi. Quanti più i sospettati, tanti meno i colpevoli. Dal momento che tutti i sospettati però fanno parte di un insieme che si chiama “Europa”, niente risulta più comodo che puntare il dito contro l’Unione europea stessa. Da qualche anno ormai l’UE trascina le sue catene come un condannato, quando gli unici veri responsabili della crisi sono i paesi membri. Ecco il motivo per il quale in questi anni, abbiamo assistito alla nascita di partiti e di politici-ciarlatani, che sopravvivono cibandosi del disprezzo verso l’Europa unita.
 
Dal Movimento cinque stelle di Beppe Grillo in Italia, al Fronte nazionale di Marie Le Pen in Francia, all’UKIP di Nigel Farage in Gran Bretagna, all’Alternative für Deutschland in Germania, fino all’Alba dorata ed al SYRIZA in Grecia, partiti antieuropeisti, euroscettici ed eurofobici colsero l’occasione per screditare l’UE, specie l’Eurozona. La crisi fu, per tanti, un buon motivo per giustificare le proprie ossessioni e non per individuare i problemi strutturali dell’Eurozona e dell’UE, la quale anche in piena crisi resta la più grande economia del pianeta.
 
Più grande degli USA ed un gigante economico rispetto alla Cina. Noi europei stiamo vivendo il periodo di pace, benessere e prosperità, più lungo della storia del nostro continente. Ci stiamo ogni giorno rendendo conto che quello che ci unisce è molto di più di quanto ci divide. Se siamo europei ciò che ci definisce non è la moneta. L’identità è sempre stata e sarà sempre un concetto “plurale”. Siamo europei ma anche cittadini del nostro territorio. Chi nasce a Firenze è fiorentino ma anche toscano. A Parigi sarà chiamato italiano mentre a New York o a Pechino sarà un europeo.
 
Tuttavia noi stiamo perdendo una battaglia che non abbiamo mai combattuto. Si ritorna alle trincee, ma stavolta per fortuna, si tratta di quelle ideologiche. Il “Vecchio Continente” continua ad invecchiare. Fra circa trent’anni nessun paese europeo sarà tra le prime sette potenze principali del pianeta. L’intesa tra Francia e Germania sembra una missione impossibile mentre l’unica preoccupazione della Banca europea per gli investimenti è quella di mantenere a tutti i costi la tripla A. Solo un’ Europa unita riuscirà ad avere un ruolo da protagonista nel proscenio internazionale. Un’Europa unita che abbia come tale il suo posto nel FMI e nella Banca Mondiale.
 
Oltre che benessere e prosperità, il mercato unico ha creato milioni di posti di lavoro nell’UE. L’euro ha garantito, per circa un decennio, un’incredibile stabilità evitando crisi valutarie e tenendo sotto controllo l’inflazione. L’euro ha protetto l’Eurozona dalla crisi. Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea, ha parlato di “ultima chance per l’Unione Europea”. Questo però riguarda solo noi. Soltanto noi cittadini europei possiamo scegliere di “buttare via il bambino con l’acqua sporca”, disdegnando così l’idea migliore che abbiamo mai avuto in questo continente: l’Unione Europea.
 
* Giornalista di Proto Thema
 

Comments:

Mondogreco sui Social Media

seguici su questi network

facebook twitter google+