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Nuovo harakiri Atene-Bruxelles: otto riforme non passeranno

Scritto da Paolo Falliro on . Postato in Crisis

Nuova fibrillazione sull'asse Atene-Bruxelles. In una lettera indirizzata alla troika il ministro delle finanze greco Euclide Tsakalotos scrive che otto dei prerequisiti contenuti nei nuovi accordi, e alla base della tranche di prestiti indirizzata alla Grecia, non possono essere attuati dal governo Tsipras.

Secondo il quotidiano "Ta Nea" ministro delle Finanze, nella sua lettera al Commissario Pierre Moskovisi (Commissione europea), Benoît Kereia (BCE) e Paul Thomsen (FMI) ammette espressamente che a causa della complicata gestione dei voti da parte della maggioranza composta da Syriza e Anel otto dei prerequisiti non passeranno.

Sul gestore energetico, per cui i creditori chiedono un piano alternativo al governo nel caso in cui non si potesse riformarlo e quindi procedere alla privatizzazione. Le pensioni speciali dell'Ekas, con Atene che dice no al taglio ma vorrebbe scongelare i fondi sino al 31 dicembre. La possibilità chiesta da Bruxelles di abolire le pensioni relative agli incidenti, per via dell'elevatissimo numero di truffe.

La troika chiede la restituzione di 12 o 18 mensilità (con trattenute in busta paga dei pensionati) per rimborsare il contributo in questione. C'è la possibilità che le esenzioni per i commercianti con reddito sino a 10mila euro venga assorbito dall'ente Oaee: il che produrrebbe un aumento dei contributi assicurativi del 20%.

Tra due giorni il direttivo della Bce si riunirà a Vienna per riaccettare titoli di Stato greci spazzatura come garanzia, dopo l'accordo sul piano di salvataggio del paese. Ciò darebbe alle banche greche accesso ai finanziamenti.  

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