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Il debito pubblico greco cresce: allarme per fondi internazionali e governo

Scritto da Giorgio Fthia on . Postato in Crisis

Il debito pubblico greco cresce: a giugno sale a 328,3 mld. A marzo era 321. La Grecia rimane un "economia ad alto rischio" e nonostante i prezzi bassi e la drammatica svalutazione interna secondo alcuni fondi di investimento internazionali è evidente che il recupero dell'economia nazionale non può essere finanziato, perché comunque ha esaurito la capacità di autofinanziamento.

 

Come mostrato dagli ultimi dati sul debito, il pubblico ha "preso in prestito" dal settore privato oltre 12 miliardi di dollari. Inoltre i "prestiti rossi" sono stati accantonati e la limitata capacità finanziaria delle banche e le emorragie fiscali hanno creato asfissia nei consumi privati.

In un tale contesto interno ed esterno soffocante ecco la stretta del governo su significativi elementi relativi alla vita quotidiana, come sanità, trasporti, università e sicurezza

(Clicca qui per il dettaglio sulla sforbiciata sulle pensioni in vigore dallo scorso 1 agosto)

Il primo crash test su tenuta dei conti e stato di salute degli istituti di credito, si svolgerà tra poco meno di una settimana. Solo un assaggio di quegli eventi che poi dovranno determinare le decisioni circa il debito, per ricevere nuove misure fiscali, e per l'erogazione delle nuova tranche.

I fronti aperti del governo si ritrovano nei 15 prerequisiti associati con il rilascio delle sub-dosi di 2,8 miliardi di euro, ma anche nelle misure a breve termine per il debito elaborate dal meccanismo europeo ESM. Un passaggio che verrà valutato in occasione del vertice europeo del prossimo 29 agosto (il primo Eurogruppo dopo l'estate) e prima di quello del 9 settembre in programma a Bratislava.

Subito dopo, a metà settembre, è stata programmata la prima relazione di conformità da parte della troika sia sull'erogazione di sub-dosi, ma anche per far avanzare i negoziati circa la seconda valutazione del debito e il ruolo del FMI nel programma.  

 

 

 

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