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Agricoltori di nuovo sul piede di guerra: “Quelle misure del governo sono folli”

Scritto da Paolo Falliro on . Postato in Crisis

Di nuovo in strada, per manifestare dissenso e protesta. Gli agricoltori greci da oggi animano nuovi blocchi stradali in tutto il paese per dire no alle iniziative del governo alla voce assicurazioni, previdenza e soprattutto rincari del petrolio per i trattori.

 

Proprio i trattori sono utilizzati per sigillare strade e autostrade, come dimostra la foto in apertura, con lunghe colonne che occupano strade e svincoli.

Il presidente della Federazione delle Associazioni Agricole di Preveza, Spiros Klinakis, ha detto che il posto di blocco è stato eretto in località Louros e rimarrà, per molti giorni, coordinato con le arterie autostradali come i 68 posti di blocco istituiti lo scorso anno. E ha sottolineato che gli agricoltori cercano "di lavorare nei loro campi con dignità".

Secondo la Federazione dell'isola di Zante "per gli agricoltori e per i poveri nei prossimi mesi aumenteranno ancora di più le tasse, in scia a questa politica anti-agricola attuata dal governo e dall'Unione Europea". E osservano che "oggi non c'è altra via d'uscita, le persone devono lottare per i loro diritti, lottare per la sicurezza e per un prezzo di vendita del prodotto agricolo giusto per sopravvivere”.

Il governo si difende diffondendo i numeri relativi alla produttività ellenica rispetto ad altri paesi europei. La produttività del settore agricolo in Grecia manifesta oggettivi ritardi, dicono.

Ad esempio nei Paesi Bassi a fronte di 45 milioni di ettari di colture agricole, il valore della produzione ammonta a 74 miliardi di euro, pari a euro 1.700 per acro. Invece in Grecia, a fronte di 37 milioni di ettari di colture agricole, il valore è solo 7 miliardi di euro, pari ad appena 190 euro per ettaro. Mentre in Israele a fronte di soli 5,7 milioni di ettari di colture agricole, il valore della produzione ammonta a 7,5 miliardi di euro, pari a euro 1.290 per acro.  

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