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Le banche greche come una palude. Allarme nel primo trimestre 2017

Scritto da Paolo Falliro on . Postato in Crisis

Una palude. E'l'icona che rappresenta la situazione delle banche greche, che stanno attraversando il peggior trimestre dall'inizio del capital control nonostante il finanziamento da parte del meccanismo di europeo di liquidità eccezionale (ELA). A contribuire ad un trend negativo ecco i dati deludenti sui depositi e l'incremento dei prestiti 'rossi', che riportano le lancette dell'orologio ai tragici giorni che portarono al capital control, i cui riverberi sono ancora oggi presenti nella vita di cittadini e imprese.

 

La situazione è critica come dimostra la fuga di capitali dalle banche: nel solo mese di febbraio sono stati prelevati 1,5 miliardi di euro. Nulla rispetto ai 45 miliardi del biennio dolente, ma comunque un'altra spia del malessere. Dalle banche si fa presente che condizioni simili esistevano anche nei primi mesi del 2016, anche a causa dei ritardi nella valutazione iniziale da parte della troika.

Ma oggi la differenza sta nel binomio occupazione-pil, i cui rilevamenti sono peggiori del previsto: la disoccupazione torna a puntare verso il 30%, le pensioni arretrate sono circa 150mila, i tfr non vengono pagati e i dati sugli stipendi nel settore privato sono al di sotto dei 700 euro per il 52% dei greci. 

Altro frote caldo quello relativo ai prestiti cosiddetti rossi. Il capo del meccanismo di vigilanza unico (SSM) della BCE, Daniele Nouy, è stato ad Atene per toccare con mano i ritardi nella valutazione che minacciano di far deragliare il piano per ridurre le esposizioni deteriorate. E dopo la recente relazione del governatore della Banca di Grecia, Yannis Stournaras sulla riduzione dei depositi e sull'incremento dei prestiti 'rossi' nel primo mese dell'anno, ecco che i dati relativi al meccanismo di liquidità temporanea (ELA) rappresentano un altro segno di peggioramento delle condizioni.

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