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Quali sono le professioni più a rischio nella Grecia dove crollano i consumi

Scritto da Giorgio Fthia on . Postato in Crisis

Lavoro e consumi: un binomio che, in Grecia come altrove, va per forza di cose a braccetto. E che in questo primo trimestre del 2017 mostra il suo volto reale, stando ai dati ufficiali relativi a professioni e carrello della spesa.

 

Uno tsunami. E'il panorama relativo alle libere professioni nella Grecia che affronta il settimo anno di recessione, con migliaia di professionisti (avvocati, architetti, ingegneri giornalisti, ragionieri) che pur di sfuggire ai nuovi regimi assicurativi e contributivi contenuti nella riforma Katrugalos, chiuderanno la propria attività perché, semplicemente, non conviene più tenerla aperta.

Dal maggio 2016 la legge Katrougalos ha previsto una serie di nuove direttive circa la previdenza e la tassazione. Per cui, stando ai numeri diffusi dalla Camera delle professioni ellenica saranno almeno 100mila i professionisti che entro quest'anno “abbasseranno la serranda”, con una perdita di almeno 300 milioni di euro per lo Stato circa il mancato gettito fiscale. In media si registrano quattro cancellazioni ogni giorno dai rispettivi ordini professionali.

Il dato relativo al lavoro fa il paio con la profonda recessione che continua a caratterizzare il commercio al dettaglio alimentare, mettendo in discussione lo scenario "ottimista" preventivato dal governo di Atene e da una parte dell'opinione pubblica europea. Il settore alimentare al dettaglio indica nei primi mesi del 2017 un tasso di declino delle vendite rispetto allo stesso periodo del 2016. Nel solo mese di gennaio il calo del fatturato dei supermercati ha raggiunto il 10%, anche se nella terza settimana di febbraio le vendite sono aumentate del 11,3%, ma nella prima settimana di marzo il fatturato è di nuovo crollato del 15%.

Certo, il confronto deve tenere conto dell'assenza dal mercato della rete di Marinopoulos, ma un'attenta valutazione non può prescindere dalla nuova ondata di tasse e rincari. Inoltre in base alle proiezioni della società di ricerca IRI, le vendite nei supermercati dovrebbero scendere quest'anno del 3,6% rispetto al 2016. Questa previsione si basa sullo scenario che la disoccupazione scenderà al 22% e ci saranno alcuni importanti colpi di scena nell'economia e nell'industria come è successo l'anno scorso.  

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