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Tagli e austerità non guariscono la Grecia: ancora recessione e incertezza

Scritto da Paolo Falliro on . Postato in Crisis

Nonostante il quarto memorandum sia alle porte (voto in Parlamento ateniese previsto per il 18 maggio) con in dote un altro taglio alle pensioni e nuove tasse, la recessione non smette di pressare la Grecia. Il primo trimestre del 2017 mostra una riduzione dello 0,5% su base annua dell'economia ellenica, secondo i dati diffusi oggi da Elstat.

 

Numeri che confermano le stime di mercato negative e rivelano che l'economia greca è intrappolata nelle sue mille contraddizioni e non mostra segni di ripresa.

Le previsioni della troika e del governo non coincidono con i numeri reali. Ci sarà una nuova rilevazione di Elstat in prossimo 2 giugno, in concomitanza con le decisioni dell'Eurogruppo (22 maggio) sulla nuova tranche di prestiti destinati ad Atene in cambio di altri tagli.

Intanto la scorsa settimana la Grecia è stata ad un passo dal rientrare sui mercati, con il costo del denaro ben al di sotto dei livelli registrati tre anni fa. Tuttavia, secondo gli analisti, non mancano punti interrogativi. La scorsa settimana il rendimento del titolo greco a 10 anni è tornato a livelli del gennaio 2010. Il governo greco, in una serie di dichiarazioni ufficiali, ha sottolineato che l'obiettivo è il ritorno sui mercati assieme alla accordo per la valutazione.

Ma gli analisti non sembrano convinti che ci sia abbastanza interesse da parte degli investitori. I rappresentanti del governo greco, con l'aiuto di Rothschild che è incaricato della gestione della ristrutturazione del debito greco, hanno condotto una serie di incontri con gli investitori da inizio dell'anno, come ha riferito il FT.

Come osservato da Citigroup in un recente paper, se il recente accordo tra Atene e gli istituti di credito sulle misure 2019-2020 sarà accompagnato da un significativo passo in avanti sugli impegni di riduzione del debito da parte dei creditori europei (soprattutto dalla Germania) allora qualche segnale positivo in più di sarà.

Dal 2015, la riduzione del debito greco è un prerequisito per la partecipazione al programma del FMI e sembra anche necessario alla BCE, al fine di iniziare a comprare obbligazioni greche. Ma non sembra che FMI e BCE decidano in tempi brevi. E ciò potrà compromettere le intenzioni della Grecia di tornare sui mercati nel brevissimo periodo.

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