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Invasione turca di Cipro, 43 anni dopo shoccano i silenzi dell'Ue

Scritto da Redazione on . Postato in Kosmos

Più che guardare solo ai ladri sarebbe utile chiedersi perché i poliziotti non muovono un dito. E'la metafora scelta da Mondogreco, con un non troppo velato riferimento ai mille silenzi dell'Ue, per ricordare il 43mo anniversario dell'invasione turca di Cipro. Quando, in risposta ad un tentativo di colpo di stato ellenico sull'isola, 50mila militari turchi, sotto una fantomatica “missione di pace”, hanno prima bombardato la parte settentrionale dell'isola e poi costretto 200mila ciprioti a fuggire delle proprie abitazioni dove non hanno più fatto ritorno.

 

 

I militari di Ankara, inoltre, in questi otto lustri hanno provveduto a cancellare l'intero patrimonio storico-religioso-culturale della Katekomena, eliminando fisicamente i luoghi di culto non musulmani, come il cimitero di Tersìa devastato dai carri armati o le numerose chiese di rito ortodosso, grecoromano, maronita, che sono nel tempo state trasformate in bordelli, stalle, resort nello spregio più totale.

Tutte queste azioni sono documentate nel libro fotografico del prof. Chalambos Chotzakoglou, bizantinista alla Hellenic Open University di Atene, dal titolo “Religious monuments in Turkish- Occupied Cyprus”, con la prefazione di Nikephoros, Metropolita Arcivescovo di Kykkos e Tillyria.

 

Sull'argomento il direttore di Mondogreco, Francesco De Palo, ha partecipato alla trasmissione di Radio3 Mondo raccontando lo stato dei fatti all'indomani del fallimento dell'ennesimo vertice per la riunificazione, mentre il regime di Erdogan continua nelle quotidiane provocazioni inviando a largo di Cipro la nave oceanografica Barbaras, al solo scopo di disturbare i rilievi posti in essere nella ZEE dall'italiana Eni e dai francesi di Total.

 

(Cliccare qui per l'audio della trasmissione)

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