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Turchia, Libia e gas: tutte le mosse della Grecia in “Difesa”

Scritto da Giorgio Fthia on . Postato in Kosmos

Turchia, Libia e gas: questi i tre fronti su cui le policies del governo di Atene sono concentrate alla voce difesa. Il vademecum dell'esecutivo è stato spiegato dal ministro della Difesa Nikos Panagiotopoulos.

 

Ospite di una trasmissione sul canale televisivo Skai, il ministro ha parlato dei nuovi pericoli per la Grecia, dell'accordo Turchia-Libia, delle alleanze turcorusse, della geopolitica legata ai gasdotti e degli scenari futuri.

In vista della conferenza di Berlino sulla Libia, il ministro ha osservato che "se la Turchia viola la nostra sovranità, prenderemo in considerazione tutti gli scenari”; aggiungendo che non siamo signori della guerra, ma se necessario, reagiremo".

Ha precisato che le provocazioni turche sono aumentate in modo significativo negli ultimi anni, con oltre 5.000 violazioni nel solo 2019. E ha sottolineato: “Il rischio di un incidente è in aumento, la risposta greca aumenterà, a seconda dell'offensiva turca".

Circa il capitolo delle partnership Panagiotopuos ha evidenziato che Israele è un "alleato strategico e riconoscibile della Grecia, che sostiene la sua economia della difesa investendo ingenti somme in ed è un esportatore di sistemi di difesa e armi. È estremamente importante in questo complesso ambiente geopolitico approfondire i nostri interessi comuni e trovare modi per approfondire le nostre relazioni strategiche intensificando la cooperazione nel settore della difesa, come i sistemi d'arma”.

E ancora: "L'arrivo di Haftar ad Atene è da intedersi come parte dell'esercizio della politica estera greca. L'ccordo della Turchia con il governo di Serraj sulla delimitazione delle zone marittime viola i nostri diritti sovrani vitali e riteniamo opportuno reagire ad esso. A Berlino la Grecia non è stata invitata perché, hanno detto, il dibattito non verterà su questioni di condivisione delle risorse o designazione marittima. Per cui penso che con l'arrivo di Haftar ad Atene la Grecia stia rispondendo a questa febbre diplomatica registrando la sua presenza”.

Sulle mosse scomposte del governo turco ha detto: “Erdogan e la Turchia comprendono che in Libia hanno un'occasione, perché gli Stati Uniti stanno mostrando una certa tendenza al disimpegno soprattutto dal Medio Oriente, l'Ue è ancora lenta nel prendere decisioni, e Israele ha sempre avuto voce in capitolo ma ora è in difficoltà per la formazione di un governo. Per queste ragioni Erdogan sta cercando di sfruttare la situazione in modo molto aggressivo. Ha anche buone relazioni con la Russia e comprende che ora sia il momento giusto per andare avanti".

Alla domanda su quale sarebbe la reazione della Grecia se una nave turca apparisse a sud di Creta, il ministro della Difesa ha sottolineato che "questa mossa viola i nostri interessi sovrani vitali e stiamo elaborando tutti gli scenari". La risposta greca si intensificherà in linea con l'offensiva turca, riferendosi alla "prontezza, alla capacità di combattimento e al potere dissuasivo" delle forze armate elleniche.

 

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