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Tutte le (scomposte) mire di Erdogan in Siria. De Palo al Tgcom

Scritto da Raffaele de Pace on . Postato in Kosmos

E'la stessa ratio delle azioni turche a Cipro, in Grecia e in Libia: la profondità strategica. Così il direttore di Mondogreco.net, Francesco De Palo, intervenendo allo speciale in onda sul Tgcom24 di oggi a proposito della nuova crisi in Siria. 

 

Secondo De Palo, di fatto Erdogan smette i panni del leader responsabile e pacificatore per incarnare il suo vero status: animatore della cosiddetta dottrina Davutoglu relativa alla profondità strategica che segue il fil rouge del neo ottomanesimo.

“A Idlib - osserva - gli eserciti siriano e russo stanno conducendo un’offensiva intensa per eliminare tutti i terroristi. Teniamo presente che la mossa è evidentemente sgradita a Erdogan, che non solo accusa la Siria di condurre un’azione militare criminale, ma invia ruppe turche a protezione dei gruppi ribelli. Non va dimenticato che Erdogan ha sempre sostenuto lo Stato islamico in maniera sotterranea, e adesso fiancheggia i tagliagole perché non accetta che Damasco liberi la zona di Idlib. Oggi la spada del Sultano è puntata anche contro i curdi, gli unici ad aver combattuto davvero lo Stato Islamico, dopo la nota retromarcia di Donald Trump che ha lasciato campo libero alle milizie turche. Ma ieri le armi ottomane si erano strette allo stesso modo attorno al collo di armeni, ciprioti e greci del Ponto, sempre seguendo la medesima linea”.

E ancora: “Ma la Turchia rischia di compromettere anche i suoi rapporti con la Russia. Erdogan a Kiev ha usato parole dure contro la Russia, citando anche l’annessione della Crimea. Identico scenario siriano, geopoliticamente parlando, si snoda sul gasdotto Eastmed e sulla crisi in Libia. Ankara storce il naso dinanzi a questo disegno perché vede la propria egemonia regionale destabilizzata e che, conseguentemente, mette in pratica un'azione altamente dissuasiva nei confronti dei soggetti coinvolti. Il Mediterraneo orientale è stato da sempre l'obiettivo della leadership neo-ottomana della Turchia. Di qui il fisiologico quesito: le politiche interventiste turche in Libia, riflesse nel dossier energetico e siriano, rappresentano un grave ostacolo alla pace e alla sicurezza nel Mediterraneo orientale che punta forte sull'Eastmed?”.

 

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