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Ecco come cambierà il Mediterraneo orientale dopo Eastmed

Scritto da Francesco De Palo on . Postato in Kosmos

Il minimo comun denominatore di Italia, Grecia, Israele, Cipro ed Egitto è la trasformazione del Mediterraneo orientale nella nuova rotta del gas, seguendo un impulso antico, lo stesso che fu stimolo (ma in senso contrario) per Alessandro Magno e Marco Polo. Unire orizzontalmente popoli, esigenze e risorse. 

 

Che frutti porterà (anche per l'Italia) la nuova autostrada del gas che da Israele si snoderà fino in Salento? Come la geopolitica dei gasdotti nel Mediterraneo orientale, sta sfumando alleanze e influenze, ancor prima della realizzazione completa dell'Eastmed, che vuole cucire idealmente i giacimenti ad un macro mercato come quello Ue?

La nuova pipeline da 1.350 chilometri eleva la “dinamica sottomarina” a principale fattore di policies ed equilibri a cavallo di due quadranti assolutamente strategici, come quello euromediterraneo e quello medio orientale. I consumi di gas in Italia manifestano, nel medio-lungo periodo, un interessante trend di crescita alla voce calore per l’industria e riscaldamento degli edifici, senza dimenticare il leggero ma costante incremento degli utilizzi per i trasporti. In prospettiva il gas naturale è destinato ad essere attore protagonista assieme alle rinnovabili in vista degli obiettivi europei di de-carbonizzazione previsti fino al 2040. Ma oltre alla destinazione finale (in bolletta), va raccontato analiticamente come il gas influenzerà la vita politica, economica e geopolitica dei players coinvolti tracciandone tratti somatici di nuovo conio.

L'Eastmed vede Tel Aviv e Nicosia a fare da propulsori (per la presenza dei nuovi giacimenti) e l'Ellade come hub strategico per il contemporaneo passaggio di Tap, Eastmed e Tanap. Una prospettiva unica nel suo genere, che vede il sostegno degli Usa che hanno stimolato nei mesi scorsi una serie di passaggi intermedi, come meeting tematici, analisi di obiettivi e modus operandi al fine di approfondire dinamiche, riverberi e concetti base.

L'Italia, dopo aver rischiato di vedere rallentato il suo apporto per via di alcune politiche improntate alle cosiddette moratorie ideologiche, sembra aver messo da parte i veti ideologici, abbracciando convintamente questa straordinaria nuova opportunità, che al contempo è oggettivamente infrastrutturale e soggettivamente strategica. 

Va osservato che la strategia energetica complessiva sta tenendo conto delle diverse condizioni di partenza dei paesi in via di sviluppo che si presentano estremamente diverse fra loro, ma proprio perché le priorità energetico-ambientali hanno pesi specifici differenti, il minimo comun denominatore che può “acclimatarle” in un unico paradigma ha plasticamemte la forma del gasdotto Eastmed, che farà del Salento non solo il suo naturale delta, ma soprattutto la preziosissima porta di accesso all'Europa per il nuovo flusso di gas.

Il viaggio inizierà da Israele grazie ad una pipeline onshore da 600 km con cui il gas israeliano arriverà a Cipro, da lì sotto il mare per 700 km fino a Creta (dove potrebbero esserci nuove scoperte da parte di Exxon e Total già impegnate nelle indagini), prima di collegarsi alla Grecia continentale nel Peloponneso e in Italia. Il progetto, di proprietà di IGI Poseidon, vede la greca Depa e l'italiana Edison al 50%, con la Exxon che ha spinto per la nascita di un terminale per il gas a Cipro, dal momento che Nicosia è considerata a tutti gli effetti un "pilastro della stabilità nel Mediterraneo orientale" e più sicura rispetto al resto della macroregione.

Chi storce il naso dinanzi a questo disegno? Chi vede la propria egemonia regionale destabilizzata e che, conseguentemente, mette in pratica un'azione altamente dissuasiva nei confronti dei soggetti (non solo geograficamente occidentali) coinvolti. Il Mediterraneo orientale è stato da sempre l'obiettivo della leadership neo-ottomana della Turchia come estensione della "Dottrina Davutoglu”.

Di qui il fisiologico quesito: le politiche interventiste turche in Libia, riflesse nel dossier energetico, rappresentano un grave ostacolo alla pace e alla sicurezza nel Mediterraneo orientale che punta forte sull'Eastmed?

Fonte: Pubblicato su Formiche n. 155, febbraio 2020.

 

 

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