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Il mondo fermo per Covid e la Turchia ne approfitta per il gas a Cipro

Scritto da Raffaele de Pace on . Postato in Kosmos

Mentre il mondo si è fermato per l'emergenza Covid19, la Turchia ha inviato la nave perforatrice Yavuz a condurre esplorazioni di idrocarburi fino al 18 luglio nei blocchi 6 e 7 della Zona economica esclusiva di Cipro. Come reagiscono Usa e Ue?

 

 I blocchi, come è noto, sono stati concessi in licenza alle società energetiche Eni e Total. Dal 20 aprile scorso gli Usa sono a conoscenza di tale contigenza, come ha osservato l'ambasciatore Usa a Cipro Judith Garber sulla stampa cipriota. Nell'occasione ha esortato le autorità turche a interrompere queste operazioni e ha chiesto a tutte le parti di astenersi da azioni che potrebbero aumentare le tensioni nella regione.

“Gli Stati Uniti – ha detto - sono profondamente preoccupati per le recenti notizie sui piani della Turchia di perforare l'area nel mare di Cipro. Questa azione provocatoria aumenta le tensioni nella regione. Lo sviluppo delle risorse nel Mediterraneo orientale dovrebbe promuovere la cooperazione e fornire le basi per una sicurezza energetica duratura e la prosperità economica in tutta la regione. Crediamo ancora che le risorse di petrolio e gas appartengano a Cipro”.

Ma mentre i players statunitensi sono stati costretti a sospendere le loro operazioni nell'area marittima di Cipro a causa della pandemia, così come accaduto in tutto il mondo, ad Ankara invece si è tentato di sfruttare l'emergenza sanitaria e il fatto che i singoli Stati siano concentrati sulle operazioni conseguenti attivate per far fronte al contagio. In questo modo la Turchia punta al proprio sviluppo delle risorse di idrocarburi nel Mediterraneo orientale in difetto di leggi e trattati internazionali.

Critico il Consiglio europeo che ha offerto la propria solidarietà al governo cipriota.  

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