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Tracia, Egeo e Libia: i fronti turchi che cementano gli alleati della Grecia

Scritto da Paolo Falliro on . Postato in Kosmos

La Turchia gioca su tre fronti, Egeo, Libia e Tracia con una direzione di marcia costante e spericolata: in primo effetto, per quanto concerne la sua azione in Grecia, è quello di cementare il fronte euroatlantico che sostiene Atene. 

 

Ankara non solo persegue la propria strategia in Libia, con l'uso di droni contro l'offensiva di Haftar su Tripoli (che incassa il sostegno di otto caccia russi giunti dalla Siria), ma non smette di effettuare voli provocatori sullo spazio aereo ellenico. Anche ieri gli sconfinamenti non sono mancati su Lesbo, Lemno, Chio e Patmos, ma con la reazione del Ministero degli Esteri greco.

Il Ministro Nikos Dendias ha parlato telefonicamente con l'ambasciatore degli Stati Uniti in Libia, Richard Norland, alla presenza del capo della missione diplomatica americana ad Atene, Jeoffrey Pyatt. Un uleriore segno che cementa gli alleati della Grecia (Usa, Francia, Israele, Egitto, Cipro), che già sul versante energetico hanno trovato una sintesi.

Si apre inoltre un problema relativo alla Tracia, dove la penetrazione islamica targata Ankara è un elemento che sta destando le attenzioni sia dei governi che delle forze di sicurezza e di intelligence. In quella regione greca gruppi di fraternità islamiche e una vasta rete di "Islam politico pro Erdogan" rappresentano una contingenza ancora inesplorata, anche perché a questo punto la volontà politica di avere frontiere morbide nella regione impone una mappatura oggettiva delle potenziali influenze turche in loco.

 

 

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