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La zampa turca su Evros e la partita in Libia: che farà la Nato?

Scritto da Giorgio Fthia on . Postato in Kosmos

La Turchia sta rivendicando illegalmente un'area di circa 16 ettari sul fiume Evros, al confine con la Grecia, in spregio di leggi e trattati internazionali. Un nuovo fronte si apre ai confini dell'Europa (e della Nato)?

 

Secondo il ministro degli Esteri turco, Mevlut Çavuşoglou, l'afflusso di migranti è rallentato a causa della pandemia, ma il suo collega della Difesa Hulusi Akar ha affermato in modo provocatorio che la Grecia ha messo in atto “molestie nell'Egeo”. Come dire che dai toni istituzionali dell'uno si è ben presto passati al consueto megafono di propaganda caro a Erdogan.

La risposta di Atene si ritrova nei 300 agenti piazzati al confine, per rafforzare il presidio in loco, principalmente a Feres e Tychero, anche grazie alle telecamere che "vedono" a una profondità di 12 metri. Sono inoltre presenti 100 uomini di Frontex che resteranno nell'area oltre la naturale scadenza inizialmente prevista del 6 luglio, proprio a causa della possibile evoluzione della situazione carica di tensione.

Secondo il ministro degli esteri greco, Nikos Dendias, una certa mobilità da parte turca “è stata osservata". Atene osserva che la linea di confine è stata definita dal trattato di Losanna e dal protocollo del 1926, carte che Ankra non manca mai di contestare, anche con riferimento alle assurde rivendicazioni delle isole del Mediterraneo orientale. Ma la Turchia continua a sottolineare che “la Grecia ha iniziato i lavori di sterro il 13 maggio 2020 e ha violato il nostro confine concordato. Questa violazione è stata immediatamente prevenuta dai nostri servizi competenti adottando le misure necessarie”.

Sul punto la posizione del governo di Atene, che procede nell'ufficialità di leggi e trattati internazionali, è ferma come osservato dal premier Kyriakos Mitsotakis in occasione di una recente intervista televisiva: “A Evros non è successo assolutamente nulla, nemmeno qualcosa di cui valga la pena parlare – ha detto - . Si sa benissimo che i confini terrestri della Grecia con la Turchia sono perfettamente definiti, in base al Trattato di Losanna (1923) e ai Protocolli del 1926 che seguirono. Si sa anche che il letto di Evros sta giocando ... si sta muovendo. La linea di confine, tuttavia, non si muove. A causa del cambiamento nel livello di Evros, ci sono sezioni ad est del fiume che sono terre greche, così come ci sono anche sezioni ad ovest di Evros che sono turche”.

Si apre però a questo punto un tema che tocca le mosse in Libia di Usa e Nato, che potrebbero immaginare un nuovo ruolo della Turchia nello sfaldamento territoriale che tocca anche il generale Haftar sostenuto dalla Russia e il conseguente cambio di scenario in Grecia, dove la Turchia da tempo persegue una non distensione sotto forma di attacchi spregiudicati. Che la situazione sia delicata lo dimostra ulteriormente il fatto che l'ambasciatore americano in Grecia, Jeoffrey Pyatt, potrebbe prolungare per la seconda volta la sua permanenza ad Atene nonostante il suo mandato sia scaduto da un anno.

 

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