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Turchia, quella spinta in Libia che provoca la Grecia

Scritto da Paolo Falliro on . Postato in Kosmos

La strategia di Ankara di appoggio al governo di Tripoli sta producendo una serie di effetti a catena. Due giorni fa sei fregate della marina turca e una petroliera sono state avvistate al largo meridionale del'isola greca di Creta.

 

 Come osservato dalla stampa ellenica, il numero di navi militari turche nell'area supera quelle dell'Unione europea che prendono parte all'operazione Irini al largo delle coste della Libia. La Turchia sta fornendo appoggio logistico, militare e di mezzi (come i droni armati) alla fazione di Al-Serraj ma producendo un corto circuito mediterraneo, contro il generale Khalifa Haftar sostenuto da Russia, Emirati Arabi Uniti.

Anche per questa ragione attorno alla Grecia si è coagulata un'alleanza internazionale composta da Egitto, Cipro, Emirati Arabi Uniti e Francia (sotto la supervisione di Washington) per far fronte alle mosse turche in Libia e nel Mediterraneo. L' annuncio è stato fatto durante un incontro con i ministri degli Esteri di questi paesi l'11 maggio dopo che Turchia ha condotto scavi "illegali" nel Mediterraneo sotto la sovranità di Cipro, condannati dall'Ue.

Ma la risposta di Bruxelles non è stata sufficiente. Secondo il presidente cipriota Nikos Anastasiades l'Unione europea si trova in un punto critico per quanto riguarda le sue relazioni con la Turchia. "Le continue azioni illegali turche all'interno della ZEE cipriota ci hanno costretto a reagire con mezzi politici, auspicando l'adozione di una serie di misure contro la Turchia da parte dell'UE", ha detto. Misure che non hanno sortito effetti, tanto che Ankara nel frattempo ha firmato un accordo di confine marittimo con il governo libico riconosciuto a livello internazionale con l'obiettivo di creare un corridoio marittimo tra i due paesi, tagliando una zona rivendicata da Grecia ed Egitto.

 

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