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Grecia e Libia: così gli Usa tornano nel Mediterraneo (prima delle urne)

Scritto da Raffaele de Pace on . Postato in Kosmos

Intervenendo al Delphi Forum il vice segretario di Stato degli Stati Uniti Matthew Palmer si è congratulato con il governo greco per aver gestito la crisi sanitaria e ha chiarito che gli Stati Uniti non stanno abbandonando il Mediterraneo orientale.

 

Il riferimento è ai dossier strategici come quello energetico che tocca vari ambiti come Libia, Grecia, Cipro e Turchia. Il sottosegretario di Stato americano ha anche affermato che gli Stati Uniti sostengono le decisioni del governo greco di costruire nuovi gasdotti. Il mercato determinerà il futuro della scacchiera energetica, ha spiegato, sottolineando che fino a questo momento la Russia ha dominato, ma tutto può cambiare. "Vogliamo che i paesi non dipendano più dalla Russia e dal suo gas naturale, vogliamo aprire rotte di energia alternative".

Ha aggiunto che gli Stati Uniti sono preoccupati per il comportamento provocatorio della Turchia e hanno invitato Ankara e Atene a tenere aperti i canali di comunicazione per evitare un episodio caldo che potrebbe facilmente sfuggire al controllo. Ha anche invitato la Turchia a interrompere immediatamente le perforazioni a Cipro.

E'di tutta evidenza che l'avvicinarsi delle urne di novembre e l'aumento esponenziale delle tensioni sull'asse Libia-Turchia-Russia ha imposto alla Casa Bianca una riequilibratura delle policies legate al Mediterraneo, fermo restando che in Grecia gli Usa hanno da un triennio stabilito partnership e relazioni. Un passaggio rafforzato dall'accordo siglato dal Segretario di Stato Pompeo e dal premier ellenico Mitsotakis per quattro nuove basi militari su suolo ellenico e da relazioni commerciali più strette. 

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