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Tutte le tensioni tra Turchia, Grecia e Cipro (con il nodo Nato)

Scritto da Paolo Falliro on . Postato in Kosmos

Non cessano le tensioni nel Mediterraneo orientale e nell'Egeo alla voce energia. Il dossier dei gasdotti registra da un lato il blocco granitico di quei paesi in area euroatlantica che si sono aggiudicati i diritti di perforazione e dall'altro le reazioni scomposte della Turchia. 

 

Si trova nel porto cipriota di Larnaca la nave di perforazione galleggiante Tungsten Explorer, che dovrebbe essere utilizzata per le perforazioni nella Zee cipriota dalle società Eni e Total, i due players che si sono regolarmente aggiudicati i diritti sulla base di regolari gare internazionali.

Le operazioni sarebbero dovute iniziare la scorsa primavera, ma il cronoprogramma delle attività ha subito uno slittamento al primo trimestre del 2021. La causa principale è la pandemia di Covid, ma (in seconda battuta?) anche le tensioni con la Turchia hanno giocato un ruolo. Secondo alcune indiscrezioni, la piattaforma di perforazione verrà trasferita dal Libano, mossa che comporta costi milionari.

Parigi da tempo ha mostrato tutta la propria contrarietà alle interferenze turche, che continuano a manifestarsi tramite atteggiamenti provocatori non sono nell'Egeo ma anche al largo della Libia, dove pochi giorni fa si è sfiorato lo scontro armato tra i due paesi.

Uno scenario reso ancora più complesso dal fatto che la Turchia è al contempo membro della Nato e regista di atteggiamenti bellicosi nei confronti di altri membri della Nato stessa, come Grecia, Cipro e Francia. Un nodo che, se non sciolto, produrrà inevitabilmemte altre tensioni, costantemente più marcate. 

 

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