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Che cosa cambia a Cipro con la vittoria di Tatar?

Scritto da Raffaele de Pace on . Postato in Kosmos

Compromesso lontano e sempre più profondità strategica di Ankara. E'questo lo scenario che si apre a Cipro e nell'intero Mediterraneo dopo il ribaltone nella parte nord dell'isola occupata dal 1974, dove è stato eletto l'erdoganiano di ferro Ersin Tatar.

 

Il più moderato Mustafà Akinci non ce l'ha fatta, dunque la Repubblica farlocca Turcocipriota, autoproclamata e non riconosciuta dalla comunità internazionale, va dritta sotto il cono di infuenza diretta di Erdogan. Il presidente turco giorni fa con l'apertura provocatoria di Varosha aveva provato a influenzare il voto e così è stato.

Nel mezzo ci sono i riverberi di questo risiko che Erdogan sta continuando a giocare in tutta l'area del mare nostrum, dalla Siria alla Libia, passando appunto da Cipro e dal Libano. Una situazione che sta avendo il suo punto più critico nell'Egeo, con le provocazioni della nave turca Oruc Reis e le relative pretese nella zona economica esclusiva greca e cipriota.

Per questa ragione il Ministro degli Esteri greco, Nikos Dendias, ha scritto una lettera al Commissario Ue per l'Allargamento Oliver Varhelyi, sottolineando che la Turchia continua ad avere una condotta illegale. In questo contesto, ha invitato la Commissione europea a considerare immediatamente l'adozione di ulteriori misure. Ha anche sottolineato che l'Unione europea dovrebbe considerare la possibilità di una sospensione totale dell'unione doganale UE-Turchia.

 

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