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Erdogan ha paura, per questo chiama Israele. Qualcuno risponderà?

Scritto da Raffaele de Pace on . Postato in Kosmos

L'idea di trovarsi diplomaticamente isolato nel nuovo fulcro geopolitico del mondo, il Mediterraneo, starebbe togliendo il sonno al presidente turco Erdogan. Per questa ragione, e al netto delle vittoria ottenute in Libia e in Siria, ha capito che ad Ankara conviene guardare ad Israele non come un nemico.

 

 Da settimane si stanno registrando sommovimenti nei palazzi del potere di Turchia, visto e considerato che la nuova amministrazione Usa non farà sconti. Ma è il gas la cartina di tornasole della postura di Erdogan. Come osservato dal quotidiano Israel Hayom l'ex ammiraglio turco Cihat Yaycı dovrebbe proporre un accordo sulla Turchia e sulla zona economica esclusiva condivisa di Israele (ZEE) nel Mediterraneo orientale.

L'obiettivo turco è ricomporre le relazioni bilaterali. Ma la questione non riguarda solo i due paesi, tra l'altro in frizione visto l'appoggio di Erdogan alla Fratellanza Musulmana, bensì le legittime posizioni di Grecia, Egitto e Israele sul gasdotto Eastmed.

La Turchia parte da una posizione di oggettivo svantaggio perché non riconoscendo cocciutamente Cipro come uno stato, si pone al di fuori di leggi e trattati internazionali: per questa ragione insiste in indagini e perforazioni offshore scortate da navi da guerra nel territorio che non le compete. In virtù di questo squilibrio, che ha visto la Francia particolarmente esposta contro le provocazioni di Erdogan, il Sultano ha capito che lo scenario si sta facendo più difficile del previsto.

E punta su Israele per provare ad aprire una nuova fase. Tel Aviv che farà?

 twitter@mondogreco

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