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Tutti operativi e confini schermati: chi teme un episodio caldo tra Grecia e Turchia?

Scritto da Giorgio Fthia on . Postato in Kosmos

Tutti gli effettivi operativi e confini schermati. Il capo del GEETHA Costantinos Floros ha richiesto la vigilanza della Marina, dell'Aeronautica Militare e dell'Esercito a causa delle provocazioni del governo di Ankara nell'Egeo e nel Mediterraneo orientale. E ammonisce: “Non c'è assolutamente spazio per l'inazione e l'autocompiacimento delle forze armate greche.”

 

 Questa la risposta della Difesa di Atene ai due nuovi Navtex annunciati da Ankara, in attesa di decisioni europee e statunitensi sulle possibili sanzioni. Le Forze Armate greche temono un episodio “caldo”.

 Sul tema è intervenuto anche il Premier Kyriakos Mitsotakis che, parlando oggi al Vertice Ue, ha posto la questione della credibilità dell'Unione europea in riferimento alla questione della Turchia e alle decisioni che verranno prese. Già ieri aveva osservato che la Grecia chiede al Consiglio europeo di rispettare le decisioni del 2 ottobre "e di inviare un chiaro messaggio alla Turchia".

Riferendosi al comportamento turco, il Primo Ministro ha osservato che la Turchia ha rifiutato l'offerta dell'Europa di perseguire un'agenda positiva, scegliendo la strada delle azioni unilaterali, pur ribadendo che Ankara ha avuto molte opportunità di ritirare la nave di ricerca dalla Grecia continentale. In linea di principio, ha aggiunto Mitsotakis, il governo ellenico non è contrario ad un'agenda positiva nei confronti della Turchia, fissata già in ottobre, ma affinché ciò avvenga, Ankara stessa deve prima dimostrare di voler cambiare rotta.

Raddoppia la dose il Presidente francese Emmanuel Macron che, partecipando al Summit Ue, ha fatto riferimento all'importanza di difendere la sovranità dei paesi dell'Unione Europea: "La sovranità degli Stati membri Ue deve essere difesa", ha detto. Il messaggio di Macron ha due destinatari: Ankara e gli Stati membri dell'UE diffidenti nell'imporre sanzioni alla Turchia per le sue mosse provocatorie nel Mediterraneo orientale.

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