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Crisi con la Turchia: la Grecia si appella (anche) alla Nato

Scritto da Raffaele de Pace on . Postato in Kosmos

Non può che passare dal ruolo della Nato la crisi tra Grecia e Turchia che ieri, dopo cinque anni, ha visto nuovamente sedersi allo stesso tavolo le parti in causa. C'è da sminare il terreno dalle provocazioni di Erdogan e dalle sue rivedicazioni sulle isole che non trovano appoggio in leggi e trattati internazionali.

 

 Anche di questo hanno discusso oggi a Bruxelles il ministro degli esteri Nikos Dendias ed il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg. Ufficialmente si è parlato del processo di meditazione della NATO 2030, dei recenti sviluppi nel Mediterraneo orientale e del prossimo vertice di primavera dei ministri degli esteri della NATO.

In sostanza però l'attenzione dell'alleanza e quidi della Grecia è concentrata su come Nato e Usa targati Biden intentono affrontare il caso turco. Le sanzioni per il sistema missilistico S-400 non sono state ancora metabolizzate da Ankara, che invero sta tentando con ogni mezzo di rifarsi una verginità politica agli occhi della nuova Casa Bianca e dell'Ue, passando per Israele che per il momento fa orecchie da mercante.

Per il momento il governo greco ha detto sì alla richieste di Berlino di riavviare quel tavolo diplomatico con la Turchia, nella consapevolezza generale che il rischio di un episodio caldo resta intatto. L'inner circle erdoganiano infatti ha costanti pressioni dal mondo militare più conservatore, poco avvezzo al dialogo e più propenso a mettere in pratica quella profondità strategica teorizzata dall'ex premier Davutoglou.

Di contro secondo fonti diplomatiche Ankara, se fosse stimolata ad un accordo dalla Cancelliera tedesca, potrebbe prendere in considerazione l'idea di ritrattare le sue posizioni. Ma è un ragionamento che va molto oltre la cronaca di oggi, ferma ad un incontro (quello di ieri) che è stato solo pro forma.

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