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Grecia e Turchia, non solo scintille nell'Egeo. Le colpe di Ue e Nato

Scritto da Giorgio Fthia on . Postato in Kosmos

Un botta e risposta senza precedenti tra i ministri degli esteri di Grecia e Turchia, dopo l'incontro avvenuto ieri ad Ankara. Dendias ha replicato alle dichiarazioni del collega Tsavoutoglou in conferenza stampa. Ecco cosa si sono detti a dimostrazione di una situazione lungi dall'essere sanata, anche per le difficoltà gestionali da parte di Ue e Nato. 

 

“Una condizione necessaria per il miglioramento delle relazioni bilaterali tra Grecia e Turchia è l'allentamento dell'escalation e l'elusione di azioni provocatorie. In passato, le azioni delinquenziali sono aumentate in modo significativo”. Le parole di Dendias sono state improntate al rispetto di leggi e trattati internazionali, a cui il turco ha risposto chiedendo di smilitarizzare le isole dell'Egeo.

Ma dietro la lite in diretta tv e davanti a giornalisti di mezzo monto tra i ministri si staglia il fallimento della strategia tedesca di farli sedere attorno ad un tavolo senza un lavoro preparatorio alle spalle. Inoltre Berlino non può dire no ai desiderata di Ankara in Libia e nell'Egeo, perché impegnata in fitte relazioni commerciali con la Turchia. Così Erdogan può chiedere, indisturbato, di non osservare il Trattato di Losanna sulla delimitazione delle isole e il non rispetto della convenzione di Montego Bay sullo sfruttamento delle risorse sottomarine.

Nel mezzo, la partita in Libia che Erdogan sta giocando già in attacco, con un imprenditore amico. Si chiama Erman Ilıcak la testa di ponte turca in Libia, ed è un miliardario noto per i suoi stretti legami con il presidente turco. Ha firmato accordi per costruire tre centrali elettriche, un terminal aeroportuale e un centro commerciale in Libia. E' classificato al primo posto nella lista dei "100 turchi più ricchi" di Forbes Turchia.

 

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