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La scheda: Grecia, la crisi dei rifugiati e migranti in numeri

Scritto da Raffaele de Pace on . Postato in Kosmos

Numeri, dati e trend. I migranti e la Grecia raccontati da una panoramica che indica arrivi e partenze, soccorsi e distribuzione negli hotspot per tentare di dare una fisionomia al fenomeno dell'esodo biblico che ha caratterizzato la sponda ellenica del Mediterraneo e su cui l'Ue ha raggiunto un accordo molto criticato con la Turchia.
 
SBARCHI E ARRIVI
Oltre un milione sono i profughi/migranti sbarcati in Grecia dalle coste turche dall’inizio del 2015. Di questi, secondo i dati forniti da Comitato di coordinamento per la gestione della crisi dei rifugiati, Guardia Costiera ellenica, Polizia ellenica, UNHCR e Ue:
• 847.930 sbarchi sulle isole greche nel 2015;
• 150.703 sbarchi sulle isole greche (tra 1.1.2016 - 30.3.2016);
• 57.066 arrivi a febbraio 2016 e 26.222 arrivi a marzo 2016;
• 40.574 persone soccorse al mare (1.1.2016 - 20.3.2016);
• 52.352 persone rimangono temporaneamente in Grecia in varie strutture: 5.984 nelle isole, 14.506 in Attica, 2.542 nella Grecia centrale, 28.980 nel nord e 340 nel sud della Grecia (5.4.2016);
• 569 rifugiati sono stati ricollocati in vari paesi dell'Ue (fino a 15.3.2016);
• 202 sono stati rinviati in Turchia in base all'accordo Ue-Turchia del 18 marzo 2016;
• Il 52% delle persone entrate in Grecia attraverso le isole provengono dalla Siria, il 25% dall'Afghanistan, il 16% dall'Iraq, il 3% dall'Iran (febbraio 2016);
• Il 40% degli sbarcati sono minori, il 22% sono donne e il 38% uomini (1-29.2.2016);
• 127 persone hanno perso la vita in mare mentre 20 sono ancora disperse (1.1.2016 – 20.3.2016).
 
COSA HA FATTO LA GRECIA
La Grecia adempie pienamente ai suoi obblighi e impegni da stato membro dell’ Ue, così come a quelli derivanti dall’accordo del 18.3.2016 tra l’Ue e la Turchia?
Il governo greco:
• Ha promosso provvedimenti al fine di accelerare il processo di esame delle richieste di protezione internazionale in prima e seconda istanza da parte dell’Agenzia di Asilo e dell’Autorità di ricorso. Il processo di esame delle domande, che sarà realizzato su base individuale, deve essere concluso entro 14 giorni al massimo.
• Integra la direttiva 2013/32 del Parlamento Europeo e del Consiglio «recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale» ove sono previsti criteri specifici per la designazione di un paese come «paese terzo sicuro».
• Rafforza il funzionamento, il personale e le strutture dei centri di accoglienza e identificazione per la registrazione, identificazione e verificazione dei dati di chi entra nel paese irregolarmente.
• Istituisce il funzionamento di strutture aperte di accoglienza temporanea di richiedenti protezione internazionale per coloro che hanno presentato una domanda di asilo o rientrano nella categoria di persone da ricollocare nonché di strutture aperte di accoglienza temporanea per coloro in processo di rimpatrio, espulsione o riammissione.
 
Nel contempo, la Grecia :
• Continua a proteggere le frontiere marittime europee in base alle regole europee, in collaborazione con FRONTEX e la NATO;
• Rispetta il diritto europeo e la Convenzione di Ginevra che ne fa parte integrante;
• Ha completato la costruzione di strutture di ricezione già operative sulle isole greche;
• Registra e identifica sistematicamente ogni profugo o migrante che entra nel paese.
 
LE STRUTTURE IN GRECIA
Oltre alle strutture di ricezione sulle isole greche, sono presenti più di 30 strutture di accoglienza operative in tutta la Grecia con una capacità totale di 33.910 posti, mentre ne è prevista l’immediata creazione di altri 30.000. In questo ambito, le autorità greche si impegnano a trasferire tutti i profughi/migranti da accampamenti informali a strutture di accoglienza organizzate, che garantiscono condizioni di vita dignitose.
Un totale di 3.600 posti di accoglienza sono già stati creati in tutta la Grecia e ne sono previsti altri 1.200 in più ad Atene e 1.500 a Salonicco. Entro prossimo agosto saranno stati creati altri 10.000 posti di accoglienza secondo l’Alto Commissariato dell’ONU per i Rifugiati in Grecia.
 
CONTROLLI ALLE FRONTIERE
Nell’ultimo periodo NATO e FRONTEX contribuiscono agli sforzi della guardia costiera ellenica di proteggere le frontiere marittime della Grecia e dell’Ue e di contrastare le reti dei trafficanti.
 
COSA FA LA ΝΑΤΟ
• Dal febbraio 2016 la NATO ha deciso di partecipare alla lotta contro le reti dei trafficanti e dell’ immigrazione illegale nel mar Egeo.
• Le forze della NATO eseguono compiti di riconoscimento, sorveglianza e monitoraggio in loco così come compiti di scambio di intelligence con le autorità greche e turche e con FRONTEX.
• Come concordato con la Turchia, le persone soccorse dalle navi della NATO saranno rinviate in Turchia. Tuttavia, saranno prese in considerazione al riguardo anche le regole vigenti nel paese d’ origine della nave dell’Alleanza che effettua l’intervento di soccorso.
 
COSA FA FRONTEX
• Frontex continua a organizzare operazioni congiunte nel Mar Egeo, fornendo alla Grecia l’attrezzatura tecnica e le risorse umane necessarie per meglio sorvegliare le proprie frontiere, effettuare operazioni di ricerca e soccorso, e ottimizzare le proprie capacità di registrazione e identificazione.
• In totale, Frontex ha inviato sulle isole greche 474 guardie di frontiera ed esperti (secondo i dati della polizia ellenica, 27.03.2016). In attuazione dell’accordo Ue-Turchia, circa 200 agenti sono stati dispiegati nelle isole greche, mentre nei prossimi giorni è previsto un ulteriore potenziamento del personale.
 
CHI COORDINA
a) Comitato di coordinamento per la gestione della crisi dei rifugiati:
• Un Comitato di coordinamento per la gestione della crisi di rifugiati è stato istituito in qualità di organo interministeriale, con la partecipazione dei ministri competenti.
• Il ramo esecutivo di questo corpo interministeriale è il Centro di coordinamento nazionale per il controllo delle frontiere, la migrazione e l’asilo (ESKESMA), responsabile per la raccolta di informazioni ed il monitoraggio dello stato di cose su base quotidiana, allo scopo di elaborare e valutare sistematicamente i nuovi dati.
• È stato designato un portavoce incaricato dell’aggiornamento quotidiano dei media e di regolari briefing con i loro rappresentanti.
 
b) Organismo di coordinamento presso il Ministero della Salute
• Il Centro nazionale per le operazioni di salute (ΕΚΕPΥ) ha istituito un organismo di coordinamento per la risposta immediata ed efficace alle nuove emergenze, nonché per la pianificazione e la sorveglianza epidemiologica tramite la raccolta di dati provenienti da accampamenti informali e centri di accoglienza per rifugiati in tutto il paese.
• Si è prestata particolare attenzione all’organizzazione di cure pediatriche d’urgenza.
• La polizia e la Guardia Costiera Elleniche forniscono, su una base 24-7, al Centro ΕΚΕPΥ, degli aggiornamenti sulle condizioni in tutti i punti di ricezione, registrazione e identificazione, in modo che vengano attivati, a seconda delle valutazioni, i meccanismi di intervento sanitario previsti.
 
COMUNICAZIONI AI MIGRANTI
Il governo greco aspira a fornire ai rifugiati e migranti informazioni affidabili sulle regole vigenti in merito ai loro diritti e doveri, affinché essi non risultino vittime di disinformazione e di sfruttamento.
A tal fine, le autorità greche:
• Distribuiscono a rifugiati e migranti brochure informative riguardanti la disponibilità di mezzi di trasporto e di strutture di accoglienza nel paese - particolarmente dopo la chiusura della rotta dei Balcani occidentali e l’accordo UE-Turchia del 18 marzo 2016.
• Inviano interpreti e traduttori in loco e pianificano l’installazione di sistemi audio per la diffusione di annunci.
• Hanno lanciato dei notiziari informativi in lingua araba su TV e radio pubbliche, così come una pagina web in arabo sul sito web dell’Agenzia stampa ellenica.
• Installano infrastrutture wireless in tutte le strutture di accoglienza offrendo accesso al sito web arabo dell’Agenzia stampa ellenica come pagina iniziale predefinita, in modo da assicurare il contatto diretto e continuo con rifugiati e migranti.
 
STRATEGIE
Secondo il governo greco la scelta di alcuni paesi dell’Ue nonché di paesi della cosiddetta “rotta balcanica” di chiudere le loro frontiere a tutti i rifugiati e migranti ha creato condizioni di asfissia all’interno della Grecia, che continua a ricevere grandi flussi migratori dalle coste turche. La chiusura delle frontiere non è, secondo Atene, il modo appropriato per affrontare la crisi dei rifugiati e migranti, come si è evoluta finora. Con l’accordo Ue-Turchia del 18 marzo 2016, si è compiuto uno sforzo notevole per risolvere il problema a livello europeo, in collaborazione anche con la Turchia.
 
L'ACCORDO
La gestione della crisi in seguito all’accordo include:
• L’assistenza immediata alla Grecia con la fornitura, da tutti i paesi dell’UE, di personale qualificato per l’esame delle domande di asilo che sarebbero presentate e per il rinvio in Turchia di tutti coloro che non hanno diritto di asilo o non ne presentano domanda. L’accordo prevede il potenziamento del personale già esistente di circa 2500 professionisti, provenienti dagli stati membri dell’Ue e specializzati in materia di asilo, rimpatrio, interpretazione.
• Il contrasto alle reti di traffico illegale dalla Turchia al fine di ridurre i flussi di rifugiati e migranti.
• L’attuazione degli accordi di riammissione dei migranti irregolari, già conclusi tra Ue e Turchia, nonché tra la Grecia e la Turchia, le cui importanza è stata ribadita più volte.
• L’equa ripartizione dei rifugiati tra gli Stati membri dell’Ue, tramite l’attuazione sia di procedure di ricollocamento (relocation) dalla Grecia negli altri paesi dell’Unione europea, sia di meccanismi di reinsediamento (resettlement) direttamente dalla Turchia. Tali procedure sono attuate a ritmi estremamente lenti, che non rispondono affatto alle esigenze reali. Pertanto l’adempimento non dovrebbe essere volontario ma proporzionale, in base alla popolazione e le capacità finanziarie di ogni stato membro.
 
La Grecia favorisce in maniera consistente la cooperazione tra l’UE e tutti i paesi coinvolti, in modo che:
• Gli accordi conclusi e le decisioni del Consiglio europeo siano rispettate da tutti, mentre azioni unilaterali (come la chiusura delle frontiere), che non costituiscono una soluzione, siano condannate.
• L’assistenza europea (assistenza umanitaria, fondi, risorse umane) per affrontare la crisi di rifugiati sia fornita a ritmi rapidi in corrispondenza alle emergenze derivanti dai flussi di rifugiati.
 
 
 
 

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