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Cosa decidono sul gas (verso il Mediterraneo) Israele, Grecia e Cipro

Scritto da Paolo Falliro on . Postato in Kosmos

Israele, Grecia e Cipro a braccetto per le nuove connessioni energetiche tra Mediterraneo e l'Unione Europea. L'occasione è il trilaterale il programma il 28 settembre ad Atene, per ragionare su accordi di fatto già stretti. Due i progetti sul tavolo.

 

Il primo prevede un gasdotto in grado di portare fino a 16 miliardi di metri cubi di gas ogni anno dal Mediterraneo orientale all'Italia, passando per la Grecia; i lavori comprendono 200 chilometri di gasdotto sottomarino dal bacino del Levante a Cipro, più 700 chilometri da Cipro a Creta, 400 chilometri da Creta al Peloponneso e 600 chilometri onshore.

L'obiettivo è convogliare risorse comuni di gas naturale di Israele e Cipro, che attraverso la Grecia, giungano in Italia ed Europa: è il frutto dell'accordo raggiunto ad inizio di quest'anno tra il presidente cipriota Nicos Anastasiades, il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il primo ministro greco Tsipras.

Il secondo è un interconnettore elettrico tra Israele, Cipro e Grecia. Creta sarà stazione intermedia e un cavo sottomarino lo aggancerà sino all'Egeo occidentale. All’orizzonte del nuovo "triumvirato energetico del Mare Nostrum" si profila una cooperazione energetica che nasce con l'obiettivo di non restare schiacciati dagli attori già attivi nell'area: la Turchia a est e gli Stati Uniti ad ovest, in un momento in cui Tel Aviv vive rapporti complicati con Washington dopo gli screzi seguiti all'accordo sul nucleare iraniano.

In questo quadro, e soprattutto se la Turchia rinuncerà a porre ulteriori veti su Cipro - di cui occupa di fatto da quarant'anni la parte settentrionale con 50mila militari - il governo di Nicosia potrà finalmente strutturare uno sfruttamento armonico di “Afrodite”, che consenta alle pipeline cipriote di interconnettersi anche a quelle russe.

 

 

 

 

 

 

 

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