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Chi c'è dietro il fallimento dei negoziati per l'unificazione di Cipro: De Palo a Radio1

Scritto da Redazione on . Postato in Kosmos

Chi c'è dietro il fallimento dei negoziati svizzeri per l'unificazione di Cipro? Come può la macro partita del gas influenzare dinamiche e scenari in quel fazzoletto di Mediterraneo dinanzi al triangolo Tel Aviv-Il Cairo-Nicosia?

Quali prospettive si aprono difronte alle mire espansionistiche turche a cui l'Ue non riesce ad opporre un freno, anche in ottica futura?

Di questo e di altro il direttore di Mondogreco, Francesco De Palo, ha parlato oggi su Radio 1 in occasione della trasmissione "Voci dal mondo".

Cliccare qui per ascoltare la trasmissione.

 

Secondo De Palo c'è il presidente turco Erdogan dietro il fallimento dei negoziati in Svizzera sull'unificazione di Cipro, l'isola che dal 1974 è stata bombardata e occupata da 50mila militari turchi e che oggi al meridione è uno Stato membro dell'Ue ma nella parte nord un fazzoletto di terra autoproclamatosi Repubblica di Cipro nord, riconosciuta solo da Ankara e non dalla comunità internazionale.

E osserva: “La prima conseguenza, come era ovvio, è lo stop delle trattative sul gas tra Nicosia e Tel Aviv. Dopo la scoperta del giacimento di Zohr nelle acque territoriali egiziane, la posizione di Cipro come centro energetico regionale si è evoluta e anche la nostra Eni ne uscirebbe rafforzata: nelle intenzioni l'obiettivo era quello di un nuovo triumvirato energetico del Mare Nostrum (Israele-Cipro-Grecia) con l'Italia primo interlocutore. Tel Aviv è pronta a costruire un gasdotto lungo Cipro e fino in Grecia, in modo che il gas possa essere esportato fin lì e da lì in altri paesi europei, come quelli che si affacciano sul Mediterraneo. In questo quadro, e soprattutto se la Turchia avesse deciso di rinunciare a porre ulteriori veti su Cipro, il governo di Nicosia avrebbe potuto finalmente strutturare uno sfruttamento armonico di Afrodite”.

 

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