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Emergenza negli ospedali greci: la terapia intensiva in condizioni di guerra

Scritto da Raffaele de Pace on . Postato in Politikì

La terapia intensiva degli ospedali greci opera come se fosse “in condizioni di guerra o colpita da disastri naturali”. Lo dicono i pazienti che si lamentano sui social. Lunedì scorso ad Atene ben 20 pazienti erano in lista di attesa per un posto in terapia intensiva. Uno di loro è rimasto ricoverato per 5 giorni nella normale corsia dell'ospedale ateniese di Nikeia, ma intubato, in attesa di un letto salva-vita.

 

 

Un suo parente se ne è lamentato su twitter e la cosa ha avuto diffusione mediatica. Dal SSN si difendono dicendo che a causa delle procedure per la disinfestazione delle corsie, ci possono essere ritardi relativi ai posti letto, ma i numeri della crisi relativi ai tagli alla sanità dicono il contrario.

Il governo lo scorso inverno aveva annunciato un aumento di posti in terapia intensiva fino a 554 unità rispetto ai 438 dello scorso anno e aveva attribuito la responsabilità per mancato funzionamento dei letti a concorsi andati deserti.

Drammatica la situazione al nosocomio di Katerini, nella parte centro settentrionale della Grecia: dai 100 medici che lavoravano nel 2010, siamo passati a 55. Nella clinica oculistica c'è un solo oculista. Il gastroenterologo non c'è più. E dal momento che stanno scadendo i contratti per i medici ausiliari che sino ad oggi non sono stati rinnovati, molti specialisti rischiano di andare via.

Secondo la denuncia del Segretario dell'Ordine dei Medici Panagiotis Tarenidi l'ospedale di Katerini ha così tante carenze che molti casi non possono essere trattati in ospedale, e devono essere trasferiti a Salonicco che dista 80 km.  

Nell'isola di Chios inoltre ieri è crollato il soffitto nel nosocomio cittadino, andando a sfondare una barrella per fortuna in quell'istante vuota.

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