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Grecia, tutti in piazza per lo sciopero generale: “Non ce la facciamo più”

Scritto da Giorgio Fthia on . Postato in Politikì

Non ce la facciamo più. Reciteranno così gli striscioni già pronti per lo sciopero generale di 24 ore (giovedì 14 dicembre) che investe la Grecia. Promosso dalle sigle sindacali GSEE e ADEDY con la partecipazione del PNO, TRAINOSE, GENOP-DEI e servizi sanitari pubblici (POEDIN, OENGE), vedrà braccia incrociate per metropolitana, tram, autobus, filobus e media.

 

Lo sciopero del settore pubblico e privato vuole richiamare le istituzioni a salari e pensioni dignitosi, a combattere la disoccupazione, a promuovere la salute pubblica e l'istruzione, l'assistenza sanitaria e la previdenza sociale.

La manifestazione principale si terrà in piazza Klafthmonos alle 11, mentre il PAME si radunerà alle 10.30 in piazza Omonoia.

I lavoratori chiedono la riforma immediata dell'esercizio di bilancio 2018 affinché siano annullati i drammatici tagli ai diritti sociali.

In particolare, le corse ferroviarie serali sono tutte cancellate sull'asse Atene-Salonicco. Per i treni le cui rotte sono interessate dalle mobilitazioni, TRAINOSE SA ha preventivamente chiuso il sistema di e-ticket. I passeggeri che hanno già acquistato i biglietti potranno recuperare il biglietto in contanti o sotto forma "Travel Voucher". Per i passeggeri che hanno acquistato i biglietti su Internet, il rimborso verrà effettuato direttamente sulla loro carta di credito.

Fermi gli aerei e anche le navi resteranno all'ancora. La Federazione dei marittimi sottolinea che "ancora una volta, i problemi affrontati dall'industria dei marinai, non solo non sono stati risolti ma crescono ancora e vengono accentuati con i nuovi requisiti, i nuovi accordi e i nuovi tagli, su ordine del terzo memorandum".

Anche la stampa vi aderisce, con 24 ore di news mute. Chiedono misure efficaci per combattere la disoccupazione, il ripristino della contrattazione collettiva e l'applicazione del sistema di responsabilità verso il datore di lavoro per la stesura e la firma di accordi collettivi.

Sanità ferma, tranne per le emergenze dichiarate come l'attività di pronto soccorso o gli interventi di estrema urgenza. Secondo i sindacati medici, la terza misura di valutazione chiesta dalla troika e avallata dal governo prevede nuove riduzioni dei finanziamenti statali per i costi operativi degli ospedali da 2.058 milioni di euro del 2017 a 1.439 milioni del 2018.

  

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